Saturday, 24 February 2007

Il sogno bello e terribile

Avrei preferito scriverlo subito, a mente fresca, ma se mia madre mi avesse beccato a postare sul Santuario alle 5 del mattino mi avrebbe tolto il computer e buona notte per davvero.

In buona sostanza, ero di nuovo all’Alcatraz, per un altro concerto degli Evanescence. Ero di nuovo in prima fila, e di nuovo accanto a Nello (che saluto). Ovviamente, ci stavamo sgolando e compromettendo il collo a forza di headbanging, e un giornalista che faceva il servizio fotografico ci aveva ripresi. Poi Amy, che ci conosceva dal meet & greet, ci fa salire sul palco e inizia a cantare una cover di Towards The End dei Within Temptation. Non so  cosa facesse Nello, però io ho cantato la seconda voce (!). Quindi, Amy ci presenta al pubblico, noi la prendiamo per mano, solleviamo le bracci,a facciamo l’inchino e tutto il resto. Io vedo il pianoforte a coda e mi dico che potrei anche sedermi e improvvisare
Exodus, che so effettivamente suonare nella realtà, ma poi penso che siccome c’è poca luce non vedrei i tasti e rischierei di fare una magra figura e farla fare agli Evanescence. Ergo, scendo dal palco.
Allora Amy annuncia che avrebbero suonato l’ultima canzone, si siede al piano e inizia a suonare
Your Star. Nello mi dice che probabilmente senza i cori di sottofondo non renderebbe, la canzone inizia e sentiamo che i suddetti cori invece di tenere la nota cantano delle parole distinte. Alla fine, fra saluti al pubblico et similia, arriva un giornalista che inizia a dire idiozie sul concerto, e in particolare sul basso di Tim. Amy inizia a bisticciarci, poi lui dice qualcosa, se ne va, e Amy inizia a piangere. Io allora mi avvicino per provare a consolarla... e lei mi getta le braccia al collo e inizia a piangere abbracciata a me. Io resto perplesso, ma tento comunque di consolarla, le carezzo la schiena, le do bacetti sui capelli... E nel frattempo penso “No, no, è tutto sbagliato! Non dovrei esserci io, dovrebbe esserci Josh!” E continuiamo così per un po’ (sempre sotto il palco), e ad un certo punto si avvicina una persona di classe mia e mi fa “Wow, vediamo chi ti sei rimorchiato.”,  vede Amy e fa: “Accidenti, hai puntato in alto, eh?”. E allora io ho tipo una mezza premonizione e vedo il giornale che scrive “Frontwoman infantile e piagnucolona degli Evanescence piange come una bambina attaccata a un fan”, e allora penso che dovrebbero trovare Josh affinché stesse con Amy e io sarei dovuto andare a cercare il giornalista e spaccargli la macchina fotografica in testa. E qui mi sono svegliato.

Non so… Da una parte è stato un bel sogno perché sono salito sul palco, ho duettato con Amy, l’ho consolata, l’ho abbracciata et cetera. Però non so, il pensiero che piangesse ha reso amaro il sogno. Spero vivamente che resti solo tale: di certo la parte positiva non potrebbe mai avverarsi, e non voglio che accada a quella negativa.

Oh My Goth!

Ok, ho appena fatto un sogno che era bellissimo e terribile allo stesso tempo.
Appurato che la parte bellissima è impossibile, prego solo che quella terribile non si avveri…
Appena ho un attimo in più di calma, spiegherò di cosa si tratta.

Friday, 23 February 2007

If it keeps on raining...

If it keeps on raining
(If it keeps on raining),
If it keeps on raining
(If it keeps on raining),
The levee’s going to break
(The levee’s going to break),
The levee’s going to break
(The levee’s going to break).
If it keeps on raining
(If it keeps on raining),
The levee’s going to break
(The levee’s going to break)

When the levee breaks,
(Ah… ah… ah… ah…)
When the levee breaks,
(Ah… ah… ah… ah…)
When the levee breaks,
We’ll have no place to stay…

Mean old levee
(Mean old levee),
Mean old levee
(Mean old levee),
Taught me how to weep and moan
(Taught me how to weep and moan),
Taught me how to weep and moan
(Taught me how to weep and moan).
Mean old levee
(Mean old levee),
Taught me how to weep and moan
(Taught me how to weep and moan)

When the levee breaks,
(Ah… ah… ah… ah…)
When the levee breaks,
(Ah… ah… ah… ah…)
When the levee breaks,
We’ll have no place to stay…

All last night
(All last night),
All last night
(All last night),
Sat on the levee alone
(Sat on the levee alone –
Oh, crying won’t help you),
Sat on the levee alone
(Sat on the levee alone –
Praying won’t do no good),
All last night
(All last night –
Oh, crying won’t help you),
Sat on the levee alone
(Sat on the levee alone –
No crying won’t help you no more).

When the levee breaks,
(Ah… ah… ah… ah…)
When the levee breaks,
(Ah… ah… ah… ah…)
When the levee breaks,
We’ll have no place to stay…

[ When The Levee Breaks – A Perfect Circle ]


Diciamo che è una mezza dedica. Una mezza dedica a qualcuno che forse si riconoscerà, forse non leggerà il post, forse non dovrebbe ricevere dediche da me. Ma io la faccio comunque, perché ormai questa canzone gliel’ho associata…
Il perché si capisce più dalla melodia che dal testo. Non scrivo il motivo della dedica, lascio l’interpretazione all’attento lettore.

Sunday, 18 February 2007

Notti Nere

Amo la sensazione di quando vedo qualcosa che è semplicemente ed inspiegabilmente bella, quando provo quel vago senso di inquietudine e fascino, quando ho la consapevolezza che ciò che ammiro tanto potrebbe essere qualcosa di futile e stupido per gli altri. Eppure ne sono attratto ugualmente.

Quelli che vivono in un centro abitato di dimensioni abbastanza ragguardevoli devono rinunciare al privilegio di vedere bene le stelle. E insieme ad esse, la rinuncia comprende anche il colore stesso del cielo notturno.
Eppure oggi, in giro con Giovix, ci siamo accorti che verso la linea dei tetti delle case il cielo, gravido di pioggia, era di un nero profondo ed assoluto. Nessuna luce artificiale aveva la forza di stuprare quel colore.
Io l’ho trovato semplicemente spettacolare.

Non riesco a mettere in parole ciò che ho provato, o il motivo per cui quell’immagine mi abbia tanto colpito. Il ché non è certo un buon segno: significa che mi sono lasciato dominare dalle emozioni, invece di tenerle ben strette ed in ordine nel mio pugno. Ma vista l’ora, una piccola licenza mi è concessa, vero?

Ed ora piove. Il cielo si sgrava, il nero scompare.

Saturday, 17 February 2007

L a c r y m o s a



Out on your own,
Cold and alone again,
Can this be what you really wanted, Baby?


Blame it on me,
Set your guilt free,

Nothing can hold you back now.


Now that you’re gone
Feel like myself again

Grieving the things I can’t repair
, and willing

To let you blame it on me
And set your guilt free,

I don’t want to hold you back now, Love.


I can’t change who I am...
Not this time,
I won’t lie to keep you near me,

And in this short life

There’s no time to waste on giving up,
M
y love wasn’t enough.


And you can blame it on me,
Just set your guilt free, Honey,
I don’t want to hold you back now, Love.


[ Evanescence ]

È già passato un mese… Il tempo vola, eh? Sono curioso di sapere com’è stato questo mese fuori, in solitudine e al freddo. E soprattutto, se ti rivorrei con me. Questa sì che è una bella domanda. Ma senza la tua presenza tangibile non lo so… Avrei bisogno di parlare con te per capirlo.
Ma non è un problema, c’è tempo. E magari potrebbe anche passare una nuvola che oscuri la stella del tuo ricordo. Chissà…

Cambiando discorso, oggi ho avuto diretta esperienza di un’altro degli aforismi di Wilde:
Le donne si difendono attaccando, ed attaccano con improvvise, strane capitolazioni.”
Sarei tentato di creare un tag apposito per Dorian Gray, visto che me lo trovo nella vita reale un giorno sì e l’altro pure…

Thursday, 15 February 2007

Together in all these memories

Per quanto ancora starò a rivangare il passato?
 Non lo so.


Per quanto ancora starò legato a quella storia? 
Non lo so.

Una cosa è certa: se Oscar lo sapesse, mi considererebbe un cattivo discepolo...

Beh, questa era una battuta (quasi). Però non posso fare a meno di abbandonarmi al ricordo di un piacere. Il che è comunque meglio della voluttà di un rimpianto. Perché quel pomeriggio di ormai tre mesi fa è stato un piacere continuo che sembrava (e si sperava) non avesse mai fine, e se non mi fossi abbandonato alle circostanze, se non fossi stato egoista e mi fossi preoccupato delle paranoie dei milanesi, allora avrei dei rimpianti terribili. Ed il piacere era tanto che il mondo intorno non era nemmeno l’ultimo dei miei pensieri: non esisteva proprio! L’universo intero stava su quelle labbra: iniziava sul superiore e finiva nell’inferiore. E io m’insinuavo fra esse, nell’esistenza pura, giocavo con quell’alfa e quell’omega. E in qualche modo ne sento ancora la mancanza.

A quest’ora credo fossimo già sulla panchina.

Tuesday, 13 February 2007

Intoxicated with the Madness

[Apertura momento di sfogo]
Giornata assolutamente del cavolo: notte insonne a causa del vento che sbatteva roba sul terrazzo di sopra, versione di latino talmente difficile da richiedere l’intervento del prof in persona, PC che non collabora, lavaggio piatti, rivoluzione del Pantheon di Lot con eliminazione di Veddharta, commenti idioti ad un altro thread in bacheca proposte...  Mh, sì, direi che c’è tutto. Ora prendiamo un fiammifero e diamo fuoco alla brutta giornata mentre ascoltiamo Zero degli Evanescence a palla.

[Chiusura momento di sfogo]



Ora dedichiamoci alle cose serie.

Ieri mi sono arrivati da Padova i due manga di Kaori Yuki dono di Alessandra e Giulia: Boy’s Next Door e Kaine. Ringrazio tantissimo le mie due amiche e le sbaciucchio tanto tanto.
Parlando più propriamente dei manga (che ho divorato in un solo pomeriggio), se devo essere sincero ho preferito Kaine: in primo luogo, le storie del volumetto erano quattro, e tutte e quattro con lieto fine. Ciò non significa che non abbia apprezzato Boy’s Next Door, nel quale ci sono state più scene hard (anche se non esplicite), e la cui storia è stata davvero commovente. In buona sostanza, Kaori Yuki è entrata a pieno titolo nel mio pantheon, e adesso vorrei avere anche altre sue opere.
Non è detto che non riesca a trovarle. Perfino qui.


Ed ora, in qualche modo smetterò di ascoltare Zero, ormai sono in overdose!

Saturday, 10 February 2007

Io sono il Vampiro Lestat

E la tanto temuta settimana della consegna delle pagelle è finalmente passata. Meno male, non ne potevo più, l’attesa era logorante.
A fronte di una sfilza di sette, otto e nove, il cinque in Chimica rischiava di farmi uscire di testa perché temevo la reazione della Mater. La quale è stata stranamente positiva, forse aiutata anche dal fatto che ho superato l’esame del First con A, dalla mia tattica nella consegna del documento e dalla parcella dell’avvocato che ha impegnato altrove la sua frustrazione.
Puntualmente (ormai sta diventando un appuntamento mensile), l’8 febbraio ho pianto perché temevo che l’arrivo della parcella dell’avvocato me la mettesse d’umore eccessivamente cattivo per la consegna della mia pagella. Comunque, nessun problema, alla fine.

Stasera, invece, c’è la festa in maschera di Feffa. Io mi maschererò da Lestat il Vampiro: camicia elegante, pantaloni neri, anfibi, cipria bianca (che devo comprare), trucco (che mi farà Feffa) e riccioli dorati (che mi farà la Mater). Spero esca bene, e in quel caso me lo rifarò per carnevale e andrò in giro per Alghero a farmi qualche foto da pubblicare su DeviantArt.

E questo è quanto. Da segnalare c’è solo che finalmente la Sis e la Giulia mi hanno spedito Kaine e Boy’s Next Door di Kaori Yuki
. Speriamo arrivino presto!

Sunday, 4 February 2007

Omoerotismo in Dorian Gray

A quanto pare, quest’articolo reperito su Wikipedia mi dà ragione circa la bisessualità di Dorian Gray. L’ho sempre detto che, se non si possiede una certa sensibilità e visione della vita, può essere difficile cogliere certe sfumature del libro, tuttavia la critica ufficiale le coglie.
Ecco la traduzione, per chi non mastica l’English:


Omoerotismo


Il nome Dorian ha connotati dei Dori, un’antica popolazione ellenica. Robert Mighall suggerisce che con ciò Wilde accenni ad un collegamento con l’“amore greco”, un eufemismo per indicare il sesso omosessuale, che era accettato come quotidiano nell’antica Grecia. Inoltre, Dorian è descritto usando il campo semantico degli Déi greci, venendo collegato ad Adone, un uomo “che par fatto d’avorio e petali di rose”. Ad ogni modo, Wilde non menziona esplicitamente alcun atto omosessuale, e le descrizioni dei “peccati” di Dorian sono per lo più vaghe, sebbene sembri esserci un elemento omosessuale nella rivalità fra Lord Henry e Basil, che competono entrambi per le attenzioni di Dorian. Entrambi fanno commenti su Dorian lodando del suo bell’aspetto e del suo aspetto giovanile, e Basil arriva a dire: “Fintanto che vivrò, la persona di Dorian Gray mi dominerà”. Ad ogni modo, mentre Basil viene evitato, Dorian desidera emulare Lord Henry, cosa che per contro solleva Lord Henry dal suo caratteristico languore al desiderio di influenzare Dorian, un processo che è di per sé un’espressione sublimata dell’omosessualità.

La successiva corruzione di Dorian sembra trasformare ciò che era semplice fascino fanciullesco un’influenza distruttiva. Basil chiede a Dorian perché la sua “amicizia è così fatale ai giovani uomini”, menzionando “la vergogna e il dolore” che il padre di uno degli sfortunati ragazzi prova. Dorian distrugge questi uomini solo quando diventa un loro “intimo”, suggerendo che l’amicizia fra Dorian e gli uomini in questione possa essere più che solo platonica. La vergogna associata a queste relazioni è bipartita: le famiglie dei ragazzi sono sconvolte dal fatto che i loro figli possano essersi abbandonati ad una relazione omosessuale con Dorian Gray, e si vergognano anche per aver perso il loro ruolo nella società, perché i loro nomi sono stati infangati; la perdita del loro status è racchiusa in una domanda di Basil: parlando del Duca di Perth, un disgraziato amico di Dorian, gli chiede “quale gentiluomo si mostrerebbe accanto a lui?”

Saturday, 3 February 2007

Cruelty and the Joy

Forse in ogni Gioia, e di certo in ogni Piacere, la Crudeltà ha la sua parte.

Ormai mi sono abituato al fatto che tutto ciò che dice Oscar è vero, però sperimentarlo personalmente lascia sempre una certa dose di soddisfazione.
Sì, oggi sono stato maledettamente crudele, ho gioito profondamente di una cosa non piacevole capitata ad una persona. E, per giunta, è una persona a cui tengo. Ma è proprio per il fatto che ci tengo così tanto che ho provato questa gioia sottile.
Ma nella mia vita, con il dolce viene sempre anche l’amaro, e così l’Invidia si è impossessata di me quando ho colto rifrazioni mai viste prima, ho notato sfaccettature nuove ed intriganti, ho odorato petali cremisi sbocciati alla luce di un altro astro. Sì, c’è stato un momento in cui l’Edera mi ha coronato il capo, scacciando i Narcisi. E tuttavia, la Vanità non ha potuto fare a meno di tentare di accreditarmi almeno una parte di questo prodigioso mutamento.

Ciò detto, oggi è finalmente tornata una persona che è stata ed è tutt’ora molto importante nella mia vita. Valentina. In OFF, colei che mi ha iniziato al make-up. In ON l’eterno amore di Orestes. Ora la tentazione sarebbe quella di correre a Cagliari, però è difficile che ci riesca prima dell’arrivo della tanto paventata pagella, e dopo ci vorrà un miracolo… Temo che la Signora Genitrice sarà furibonda e non mi lascerà andare neanche alla Sisa, figuriamoci a trovare Valentina… Ma di questo mi preoccuperò la prossima settimana.

Fra le altre cose da segnalare, oggi ho trascorso un’intera giornata all’insegna degli Evanescence. Inizialmente pensavo solo di ascoltarmi i singoli in fila mentre lotteggiavo con Valentina, ma poi, finito Lithium, mi sono lasciato prendere la mano e ho messo Evanescence, poi Sound Asleep e via dicendo. In buona sostanza, è da dopo pranzo che mi sto facendo di Evanescence e non ho ancora finito (per la gioia dei vicini). Ho fatto una full immersion, e devo dire che mi ha fatto bene. Non so. Gli Evanescence mi rendono felice, Amy è la mia terapia. E se per stare meglio ho bisogno di passare per le sue disavventure, non è forse un’altra conferma della teoria di Oscar?

Thursday, 1 February 2007

Voci sussurrate alle mie orecchie

“Acchiappami quando cado,
Dimmi che sei qui ed è tutto finito…”
Sto parlando con l’aria
,
Non c’è nessuno ed io cado dentro me stesso.
Questa realtà mi conduce alla follia…
 

Perché una persona così non può esistere? Perché deve essere solo il frutto del genio letterario di un uomo? Perché l’ideale non può essere concreto? Perché non posso entrare io nel libro, impedire che muoia e viverci assieme nel lusso e nel peccato?
E se Tu esistessi, il mondo cambierebbe perché saresti fatto d’Avorio e d’Oro. E la linea delle Tue Labbra riscriverebbe la storia.