Sunday, 30 November 2008

Fumo

Una nuvola di fumo che si libra dai tetti verso un tramonto acido e nuvoloso. La mia finestra mi offre questo panorama, oltre alla città infradiciata dalla pioggia battente.


Affermazione
: è un bel po’ che non scrivo sul Santuario.
Domanda
: perché?
Risposta
: perché non accade nulla di sufficientemente rilevante da farmi pensare di sprecare una parte delle tre ore scarse di internet che ho a disposizione al giorno (che quasi sempre si riducono ulteriormente a causa degli impegni e della vita reale) scrivendo futilità sul Santuario.
Ma non vi ho dimenticati, tant’è vero che una volta tanto (soprattutto quando la noia incombe) posso anche permettermi di sprecare pochi minuti per scrivere futilità qui. E infatti, queste che sto scrivendo ora sono vere e proprie futilità.

Ps: mi sto alcolizzando. Credo di aver ingerito più alcool nel mese che ho trascorso qui a Trieste che non nei restanti diciannove anni. Che fortuna non soffrire di mal di testa post sbornia!


On air today: Epica, The Crest, Emilie Autumn.

Thursday, 20 November 2008

Riflesso

E quando ritorno a casa la sera, il fiato corto per le innumerevoli scale e le mani che bruciano per il freddo tanto forte da dare la sensazione di sanguinare dalle nocche, mi strappo via la faccia in preda a una frustrata disperazione. E non provo alcun dolore: tutto il mio viso giace spalmato su un dischetto di cotone profumato di struccante e sporco di matita nera e correttore pallido. E allo specchio, al posto di una maschera di sangue e carne scorticata, c’è il viso anonimo di un ragazzino emaciato e scarno, insignificante, con due occhi rossi per il trucco, le occhiaie profonde, la pelle mangiata dalle macchie dell’acne e le labbra screpolate dal freddo.
Il viso di un estraneo. Non quello del bel fanciullo dagli occhi grandi ed espressivi esaltati dal contorno nero, con la pelle liscia e dal colorito uniforme che fa risaltare le labbra piene. Quello che sfila per la facoltà con i suoi bei jeans neri attillati, gli anfibi, la giacca eccentrica, la lunga sciarpa a righine e l’elegante basco nero. Quello che ogni giorno recita in una vuota parata ancora una volta caduta nel vuoto più assoluto.

Uno dei due è falso. In ogni caso, l’altro è un perdente.

Tuesday, 18 November 2008

Comparison

In effetti, c’è una cosa che mi manca del liceo: avere cinque ore ogni mattina da dedicare alla lettura dei libri (ovviamente, tutti tranne quelli di testo). All’università è tutto diverso, e le lezioni le si trascorre a vedere cose che non ci sono (o a flirtare, se le cose invece ci sono davvero).

Credo che ora andrò a lavarmi i capelli, che magari lo shampoo mi penetra nel cervello e mi lava via la visione finalistica che ho di un mondo in cui le coincidenze, in realtà, esistono (no, non lo penso davvero, per questo avrei bisogno dello shampoo per cervelli).

Saturday, 15 November 2008

How can the Darkness…?

I Can't See Your Star by *GothicNarcissus
Mi chiedevo…

Perché l’alba appare sempre fresca e delicata, i colori sono più brillanti, e le cose sono più luminose, mentre il tramonto appare spento e sfiorito, i colori sono opachi e tutto è più oscuro se, alla fine, la fascia dei crepuscoli è sempre una sola?


On air:   Your Star - Evanescence

Tuesday, 11 November 2008

Be my Saturnine

The day I went away
I had to screw you over,
You guess I didn’t know, mh?
All the stuff I left you with
Is way too much to handle,
But you guess I don’t care, mh?

I don’t need to preach,
I don’t have to love you all the time…

Whatever on Earth possessed me
To make this bold decision
You guess I don’t need you, mh?
While whispering those words,
You cried like a baby,
Hoping I would care, mh…

I don’t need to preach,
I don’t have to love you all the time…

I don’t have to preach all the time…





Una cosa è certa: è un bello schifo anche stare da questa parte di Saturnine.
Un elefante si dondolava
Sopra il filo di una ragnatela.
Considerando la cosa interessante
Andò a chiamare un altro elefante.

Due elefanti si dondolavano
Sopra il filo di una ragnatela.
Considerando la cosa interessante
Andarono a chiamare un altro elefante.
 

La domanda ora è: perché gli elefanti riescono a dondolarsi su una ragnatela ma se entrano in una cristalleria fanno dei danni incalcolabili?

Friday, 7 November 2008

Vita, varie ed eventuali

Stimato coinquilino,

purtroppo, questa è una casa dello studente, non una discoteca. Considerando che qui c’è gente che potrebbe voler studiare, riposare, leggere o, più semplicemente, avere gusti musicali diversi dai tuoi, perché non provi ad ascoltare la tua musica a volume non dico basso, ma almeno medio? O, in alternativa, se proprio vuoi continuare a tenerlo altissimo, usare delle cuffie o degli auricolari?

Sono certo che entrambi abbiamo sufficiente buonsenso da riuscire a venirci incontro l’un l’altro e risolvere la faccenda già per conto nostro.

Saluti e buona giornata.





Domani mattina, la mia scaletta prevede di versare il wc-net nel water in modo che agisca ed igienizzi in mia assenza, e poi infilare la nota che ho scritto sotto la porta dell’arabo truzzo della stanza di fronte, sperando che anch’essa agisca in mia assenza. Purtroppo, non ho la certezza che il baldo giovine abbia sufficiente materia grigia per cogliere la sottile allusione che ho messo alla fine, ma siamo fiduciosi.
Detto ciò, domani inauguro la stagione concertistica recandomi a Bologna per vedere gli Epica live al Palamalagutti. Ieri, invece, c’è stata l’inaugurazione della mia vita sociale, con la prima serata di cionfra tutti assieme a casa dei miei nuovi amici (parola grossa, ma “conoscenti” mi sembra troppo formale), che è andata a meraviglia. E, prima ancora, fra martedì e mercoledì si è inaugurata la mia vita accademica, che procede stressante ma, tutto sommato piacevole. Più in generale, la mia vita triestina va a gonfie vele: sono sistemato in una spaziosa singola con una spettacolare vista sul panorama della città, giro in autobus (sì, per uno che ha vissuto in Sardegna vedere che i trasporti cittadini funzionano è una cosa degna di nota), ho fatto delle foto quando è salita la Mater… insomma, è una vera pacchia. L’unica cosa è, adesso, cercare di aggiungere un tocco shonuen-ai (e, si spera, anche yaoi) al tutto. Cosa alla quale sto lavorando con ben due potenziali vittime (no, una non era sufficiente, ovviamente), e sinceramente spero di trovarmi di fronte a degli uke.
E questo è tutto per ora. Alla prossima con nuove notizie.

Tuesday, 4 November 2008

Pensieri vari

Vivere a Trieste mi pone di fronte a molti interrogativi esistenziali degni di nota. Tipo:

• Perché il truzzo arabo della stanza di fronte alla mia non va e si fa esplodere da qualche parte come fanno tutti i suoi connazionali invece che produrre inquinamento acustico a breve distanza dalle mie orecchie?

• Perché, se su un cestino c’è scritto “solo carta” e sull’altro “solo plastica”, la gente a mensa getta tutto nello stesso?
Perché, se una persona è tanto ritardata – pardon, “neurodiversa” – da necessitare della mamma che l’accompagni in mensa, si iscrive all’università?
Perché mai si è sentita la necessità di creare un ennesimo, ridicolo, stupido termine come “neurodiversità”, a parte il ricordarmi “biodiversità” e farmi pensare ancora di più ad uno zoo?
Perché non istituiscono un limite legale di puzza corporea oltre il quale ai barboni è vietato salire sugli autobus?
Perché quei maledetti della Apple portano gli auricolari col gommino – quelli che uso da anni – solo nei centri Apple e non da MediaWorld, e anche lì tardano una cifra ad arrivare?

Bah. Basta con le domande. Domani inizio l’università e ci saranno le presentazioni dei vari corsi. Sinceramente non vedevo l’ora, ho voglia di socializzare un po’ – cosa che mi viene piuttosto male in mensa o nei corridoi dell’ERDISU, dove vivo, data la mancanza di spunti di conversazione.
Sabato, poi, ci sono gli Epica a Bologna e li vado a vedere – senza meet & greet, purtroppo, ma poco male, tanto poi firmano gli autografi. Quindi sì, è un bel momento della mia vita, in definitiva.


Dovrei scrivere e raccontare un po’ di Trieste e di come sono sistemato, ma sinceramente, avere internet ad ore mi fa sentire il fiato sul collo e prosciuga la mia vena scrittifera (neologismo). Magari scriverò un post su word non in linea e poi lo uploaderò, vediamo.