Sunday, 27 August 2017

Ho un Tarly che mi rode (o apologia del Dracarys)

Un po’ mi sento sporco a prendere apertamente le parti di Daenerys – per quanto le opzioni in Game of Thrones si siano ormai limitate. Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare e rispondiamo a una critica ingiusta che le è stata mossa la scorsa settimana (e su cui non ci si è soffermati per via del leak della 7x06 con tutte le castronerie che conteneva).
Il problema in esame è questo:

Mmh, sì. Così. Ancora. Dai, non smettere. Oh, R’hllor, potrei guardare questa gif per tutta la vita.
Randyll e Dickon Tarly, i Concimatori dell’Altopiano, sono finiti arrosto, condannati a morte dalla Dananana e giustiziati da Drogon.
Ora tornate indietro, rileggete la frase un paio di volte e assaporate quel delizioso retrogusto di karma.


E d’accordo, io sono un partigiano Tyrell e ho guardato quella scena giubilando e godendomi la vendetta (Cersei, sei la prossima). Per quanto mi riguarda, i Tarly sono i Bolton e i Frey del Sud, traditori della peggior specie che si sono svenduti per un avanzamento di titolo e motivi di una futilità ciclopica. Cersei almeno è pazza come un cavallo, mentre Randyll “Concimatore” Tarly ha fatto tutto con fredda lucidità.
C’è poi anche la Belle che è in me che vede in Concimatore Tarly il Gaston di Westeros: campione di celodurismo, donne in cucina a preparargli un panino, figlio maschio che deve essere macho e avercelo ancora più duro, tutto il valore sta nei muscoli, al diavolo la cultura e il cervello… insomma, incarna la mascolinità tossica e violenta dal cui stereotipo mi sono sentito schiacciato tutta la vita. Ovvio che mi stesse antipatico a prescindere dal tradimento ai Tyrell.
Forse è proprio per questo che non ho nemmeno le riserve che hanno alcuni sul fatto che Dickon l’abbia seguito a ruota nel barbecue: vedere il vecchiaccio crepare con la consapevolezza che proprio il celodurismo cieco e becero che ha insegnato al figlio l’ha spinto nell tomba non ha prezzo. E come metafora sociale è il fallimento della vecchia società sessista e bigotta, accecata dai suoi stessi pregiudizi.
Ma perfino tralasciando la dissonanza che il suo sessismo e la sua xenofobia (non si schiera con la Dananana perché porta un esercito straniero e “Ruspa! Rimandiamoli a casa!”) hanno con i valori moderni, Randyll Tarly è una persona orribile anche per gli standard di Westeros: era pronto a uccidere Sam pur di non fargli ereditare il titolo quando l’uccisione dei consanguinei è un tabù talmente grave che nemmeno belle personcine come Tywin Lannister si sarebbero mai sognate di infrangerlo (e questo anche nei libri, tralasciando la liberalizzazione del kinslaying che c’è stata nelle ultime stagioni dello show). O il modo in cui ha tolto il raccolto di bocca alla gente dell’Altopiano, il suo popolo, che era appena stato appuntato a governare, per darlo a quelli che erano a tutti gli effetti invasori lo rende un collaborazionista della peggior specie.
Insomma, se qualcuno si è proprio meritato di morire male in Game of Thrones, è Randyll Tarly: avremmo dovuto intuirlo già dalla prima stagione, quando Sam ha raccontato tutte quelle belle cose su di lui, o nella sesta, quando l’abbiamo incontrato per la prima volta, ma sono cose come il tradimento di Lady Olenna Fucking Tyrell per puro arrivismo condito con machismo e xenofobia a non avere perdono.
Ma basta col sentimentalismo Tyrell e torniamo al Dracarys.

Sono molto perplesso: perché la gente sta uscendo di testa per Daenerys che ha bruciato a morte i Tarly? Cosa c’è di illogico in tutto ciò?
Per prima cosa, i paragoni con Cersei non reggono: una cosa è la guerra, un’altra è il terrorismo. Usare un vantaggio tattico (il drago) contro l’esercito nemico è un filino diverso da far esplodere un edificio pieno di civili inermi. E anche giustiziare dei nemici che non si arrendono per mandare un messaggio è diverso da ammazzare i propri rivali politici in tempo di pace coinvolgendo mezza città nella carneficina. In comune c’è solo il fuoco, e pure quello è di colore diverso.

Consideriamo poi i Tarly nello specifico. Dalla prospettiva della Dananana, sono nemici e anche traditori. Non solo sono condottieri avversari, ma hanno disertato e schierato i loro soldati contro l’esercito di cui dovevano far parte dal momento in cui Olenna, di cui erano vassalli, aveva alleato l’intera forza dell’Altopiano con i Targaryen.
I Tarly sono passati dalla parte di una regina senza alcun diritto legittimo sul trono, hanno tradito la loro signora, ne hanno causato la morte (e in guerra è bene mostrare che gli alleati vengono protetti o, quantomeno, vendicati, altrimenti che ci si allea a fare?) e hanno aiutato attivamente il nemico a razziare l’oro e le provvigioni destinati all’esercito Targaryen. Ciliegina sulla torta, hanno sfidato pubblicamente l’autorità di Daenerys adducendo come argomentazione fedeltà a una regina priva di diritti sul trono. Hanno causato un danno politico a Daenerys e uno pratico incalcolabile alla sua campagna militare.
Per cui, dove sta il problema?

È forse l’esecuzione in sé? I presupposti per giustiziarli in maniera esemplare ci sono tutti, non avrebbe avuto alcun senso far passare una serie di atti del genere impunita. E nonostante ciò, la Dananana ha offerto non una, ben due possibilità a Tarly Senior di salvarsi: giurare fedeltà (per quanto vale) e riunirsi al suo esercito, e poi farsi esiliare alla Barriera. Lui ha rifiutato entrambe sminuendo apertamente l’autorità di Daenerys, e lei ha riasserito quell’autorità giustiziando un criminale: si chiama politica in tempi di guerra in una società feudale.
Il problema è allora che ha giustiziato pure Dickon? Poteva starsene zitto e rimediare agli errori del padre giurando fedeltà. Ha deciso diversamente, ha subito le conseguenze della sua scelta. Di nuovo, una persona in posizione di potere in una società feudale deve mandare un messaggio quando la sua autorità viene sfidata pubblicamente, altrimenti finisce per perdere tutto.
Il problema è la morte cruenta? Il fuoco di Drogon è così caldo che ha incenerito soldati in secondi: direi che è una morte piuttosto rapida. E relativamente indolore, visto che più e caldo il fuoco, meno le ustioni fanno male perché i nervi si bruciano e non trasmettono più gli impulsi del dolore al cervello. Non è come un rogo di Melisandre o di Aerys, è più rapido di una decapitazione.

Maremma, mi sembra assurdo difendere la Dananana, ma chi parla a vanvera mi dà più ai nervi di lei che sciorina tutti i suoi titoli. L’esecuzione dei Tarly non è stata né tirannia, né follia, né crudeltà: è stata una manovra politica in tempo di guerra con dietro motivazioni abbondanti e precise. Anzi, probabilmente è uno dei pochi storyline davvero coerenti di tutta questa stagione. Per cui, come dice Margaery:

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