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Tuesday, 31 December 2024

Classifica musicale annuale – 2024

Nelle puntate precedenti:

2017;
2018;
2019;
2020;
2021;
2022;
2023.

Classifiche generali (1-50):
2016;
2017;
2018;
2019;
2020;
2021;
2022;
2023;
2024.

Classifiche generali (51-100):
2018;
2019;
2020;
2021;
2022:
2023;
2024.

1. Come ti sei appassionato alla posizione numero 30? (Dihaj)
• Grazie all’Eurovision, e ho poi scoperto il magnifico album d’esordio.
2. Prima canzone ascoltata della numero 22? (The Gathering)
• Questa la ricordo: You Learn About It!
3. Testo preferito della numero 33? (Soap&Skin)
• Ho controllato i credits e Goodbye l’ha co-scritta con Apparat, quindi vado con quella!
4. Album preferito della numero 49? (Elinborg)
• Beh, EP: Vera.
5. Canzone preferita della numero 13? (Aurora)
• Penso sia diventata Dreams.
6. Album peggiore della numero 50? (Luka)
• Non so se si possa considerare che abbia pubblicato dei veri e propri album… (In ogni caso, entrambe le raccolte di singoli sono ottime!)
7. C’è una canzone della posizione numero 39 che senti molto tua? (Pure Reason Revolution)
• Non direi.
8. Bei ricordi legati alla numero 15? (Loïc Nottet)
• Ricordo i primi tempi in cui giocavo a The Sims 4.
9. Quanti album possiedi della numero 5? (Noémie Wolfs)
• Ho i primi due, devo procurarmi il terzo!
10. C’è una canzone della numero 45 che ti rende felice? (ISON)
• Forse Celestial rientra più nella categoria “catartica”, ma penso sia quella che si avvicina di più.
11. Canzone preferita della numero 40? (Tristania)
The Modern End.
12. Canzone della numero 10 che ti piace di meno? (Geike)
• Direi Rope Dancer.
13. Bei ricordi evocati dalla numero 6? (Marina & The Diamonds)
• Ascoltare Froot (l’album) sull’intercity verso Calenzano nel 2015 e anche in giro tra lì e Firenze.
14. Canzone della numero 38 che associ a un momento o persona? (Fever Ray)
• È uno dei motivi per cui ho nostalgia dei lockdown del 2020.
15. Quale canzone della numero 19 ti emoziona di più? (Hooverphonic)
Eden in tutte le sue versioni.
16. Quante volte hai visto la numero 35 live? (Six)
• Una volta al Rossetti di Trieste con Camilla e Chiariel!
17. Quale canzone ti ha fatto innamorare della 23? (Panic! At The Disco)
Hurricane, quella volta in macchina con Lili.
18. Album preferito della numero 11? (Within Temptation)
The Unforgiving, duh.
19. Prima canzone ascoltata della numero 14? (Woodkid)
Run Boy Run.
20. Canzone preferita della numero 27? (Hearts Of Black Science)
• Adoro tantissimo Waiting!
21. Album preferito della numero 16? (Portland)
• Non so decidere tra i due usciti finora.
22. Prima canzone ascoltata della numero 47? (After Forever)
• Che ricordi, Cry With A Smile.
23. C’è una canzone della 18 che trovi catartica? (Delain)
The Greatest Escape.
24. Come hai scoperto la numero 21? (Roniit)
• Grazie a Luisa o Michele, ora non ricordo.
25. Canzone della numero 26 che ti rende felice? (Alizée)
J’Ai Pas Vingt Ans ! anche se non li ho per il verso sbagliato.
26. Canzone preferita della numero 3? (Siobhán Donaghy)
Coming Up For Air.
27. Album preferito della numero 2? (Sugababes)
• L’unico vero motivo per celebrare il 25 dicembre, ovviamente: The Lost Tapes.
28. Prima canzone ascoltata della numero 32? (Florence + The Machine)
• Direi Dog Days Are Over, visto che ho ascoltato Lungs per intero a scatola chiusa la prima volta.
29. Testo preferito della numero 8? (Hurts)
Liar perché sono una shady bitch.
30. Quante volte hai visto la numero 17 live? (Billie Eilish)
• Nessuna, ma non lo escludo in futuro.
31. Come hai scoperto la numero 44? (Leprous)
• Grazie all’entusiasmo del Marjan’s Army (Luisa, Michele e Antonio) all’uscita di Aphelion.
32. Album della 12 che ritieni sottovalutato? (Paris Jackson)
• Direi che Withered è piuttosto sottovalutato: per essere la figlia di Michael Jackson, non se n’è parlato abbastanza! Per una volta che il nepotismo avrebbe fatto bene.
33. Canzone peggiore della numero 29? (Evanescence)
• Se la giocano Du Uocciuocciuon, Siccoviroll Siccoviroll e Diodersàid.
34. Prima canzone ascoltata della numero 34? (Julee Cruise)
Falling in Twin Peaks, ovviamente.
35. Album preferito della numero 28? (Nobuo Uematsu)
• La colonna sonora di Final Fantasy VIII, duh.
36. Quante volte hai visto la numero 42 live? (Blanche)
• Nessuna, ma mi piacerebbe molto.
37. C’è qualche canzone della 36 che consideri un guilty pleasure? (Autumn)
• Allora, When Lust Evokes The Curse è super acerbo come album, ma la prima parte in cui la Dama di Shalott si strugge per Lancillotto è improvvisamente diventata super relatable da quando ho visto Cursed e lui è stato interpretato da Daniel Sharman in guyliner colato.
38. Come hai scoperto la numero 48? (Draconian)
• Esplorando le band gothic metal nel 2009.
39. Album preferito della numero 7? (Delerium)
Poem.
40. C’è qualche canzone della numero 31 che ti mette nostalgia? (La Jerôme)
• Non particolarmente, la ascolto da poco.
41. Canzone della 41 che non ti piaceva ma adesso ami? (Eivør)
• Che sacrilegio di domanda è mai questa?!
42. Testo preferito della posizione numero 24? (Susanne Sundfør)
• Direi Slowly.
43. Canzone più emozionante della numero 46? (Octavia Sperati)
Dead End Poem.
44. Canzone della numero 25 che ti rende felice? (Exit Eden)
• La cover di Paparazzi!
45. Canzone preferita della numero 9? (Emilie Autumn)
Rose Red.
46. Primo album ascoltato della numero 37? (Stream Of Passion)
Embrace The Storm (ho dovuto controllare).
47. Membro preferito della numero 4? (Klô Pelgag)
• Klô, ovviamente.
48. Prima canzone ascoltata della posizione numero 43? (Meg Myers)
Heart Heart Head, sempre grazie a Luisa.
49. Album che possiedi della numero 20? (Charlotte Wessels)
• Sia il doppio Tales From Six Feet Under, sia The Obsession.
50. Il miglior ricordo associato alla numero 1? (Emilie Simon)
• Sempre Bordeaux, ma spero di fare nuovi bei ricordi legati a lei.

Sunday, 31 December 2023

Classifica musicale annuale – 2023

Nelle puntate precedenti:

2017;
2018;
2019;
2020;
2021;
2022.

Classifiche generali (1-50):
2016;
2017;
2018;
2019;
2020;
2021;
2022;
2023.

Classifiche generali (51-100):
2018;
2019;
2020;
2021;
2022:
2023.

1. Come ti sei appassionato alla posizione numero 30? (Ramin Djawadi)
• Grazie all’ultima scena buona di Game of Thrones.
2. Prima canzone ascoltata della numero 22? (Evanescence)
Bring Me To Life, duh? Anche se ammetto che questa domanda casca a fagiolo nel ventennale di quella volta.
3. Testo preferito della numero 33? (The Gathering)
• Testo, uh? In questo momento forse In Colour, ma perché mi ha dato la chiave di volta per la cosa che sto scrivendo.
4. Album preferito della numero 49? (Tristania)
• Senza se e senza ma: World of Glass.
5. Canzone preferita della numero 13? (Meg Myers)
The Morning After e Take Me To The Disco.
6. Album peggiore della numero 50? (Placebo)
• Continuo a ritenere Loud Like Love un inutile esercizio di stile.
7. C’è una canzone della posizione numero 39 che senti molto tua? (Panic! At The Disco)
Far Too Young To Die.
8. Bei ricordi legati alla numero 15? (Loïc Nottet)
• Alcuni di questa primavera mentre ascoltavo il nuovo album.
9. Quanti album possiedi della numero 5? (Kari Rueslåtten)
• Li ho tutti tranne Mesmerized, di cui aspettiamo pazientemente una riedizione.
10. C’è una canzone della numero 45 che ti rende felice? (Portland)
Lady Moon, che ha in un certo senso spezzato il mio blocco fotografico.
11. Canzone preferita della numero 40? (Soap&Skin)
Me And The Devil, perché… Dark, ovviamente.
12. Canzone della numero 10 che ti piace di meno? (Hurts)
Boyfriend, ma in generale c’è un motivo se non ho ancora deciso se includere Desire nel progetto fotografico.
13. Bei ricordi evocati dalla numero 6? (Woodkid)
• Il mio periodo a Calenzano nel 2015 e, in generale, Francisco.
14. Canzone della numero 38 che associ a un momento o persona? (Luka Cruysberghs)
• Sono fermamente convinto che tutte le canzoni siano state in Dark perché le stavo ascoltando mentre scattavo le foto che sono finite nel mio progetto, ma Need You In The Light in particolare.
15. Quale canzone della numero 19 ti emoziona di più? (Amy Lee)
• La sempre splendida cover di Love Exists.
16. Quante volte hai visto la numero 35 live? (ISON)
• Nessuna.
17. Quale canzone ti ha fatto innamorare della 23? (Klô Pelgag)
• Mi verrebbe da dire La Maison Jaune, che è quella con cui l’ho conosciuta e che mi ha fatto incuriosire, ma forse mi sono davvero innamorato con Les Instants D’Équilibre.
18. Album preferito della numero 11? (Karen Elson)
• Il sempre fantastico Double Roses.
19. Prima canzone ascoltata della numero 14? (Evelyne Brochu)
Copie Carbone, grazie a Snowpiercer.
20. Canzone preferita della numero 27? (Epica)
Design Your Universe regna sempre sovrana.
21. Album preferito della numero 16? (Hearts Of Black Science)
Signal. Che bello è quell’album.
22. Prima canzone ascoltata della numero 47? (Elinborg)
Dreymur.
23. C’è una canzone della 18 che trovi catartica? (Fever Ray)
Keep The Streets Empty For Me.
24. Come hai scoperto la numero 21? (Hooverphonic)
• Me ne vergogno tantissimo, ma grazie alla cover di Eden di Sarah Brightman. Esatto; Sarah Brightman ha fatto anche cose buone!
25. Canzone della numero 26 che ti rende felice? (Delerium)
• Direi Love. In generale, come album Chimera è stato un po’ ingiustamente bistrattato a suo tempo, ha delle ottime canzoni feel good.
26. Canzone preferita della numero 3? (Susanne Sundfør)
• La title track di The Silicone Veil.
27. Album preferito della numero 2? (Emilie Simon)
• Penso sia sempre Végétal.
28. Prima canzone ascoltata della numero 32? (Depeche Mode)
• Oh, questa la so! Dream On, passatami in un CDR contenente 150 canzoni random nel lontano 2002! Che sorpresa quando poi me la sono ritrovata anche in un episodio di Streghe!
29. Testo preferito della numero 8? (Marina & The Diamond)
• È letteralmente impossibile sceglierne solo uno!
30. Quante volte hai visto la numero 17 live? (Luke Evans)
• Nessuna. Quando inventeranno il viaggio nel tempo andrò nel 2007 per vederlo assieme a Siobhán Donaghy sul set di Rent. Ma principalmente per Siobhán.
31. Come hai scoperto la numero 44? (Allie X)
• La volta che ha fatto da spalla a Marina a Milano. Che voce dal vivo!
32. Album della 12 che ritieni sottovalutato? (Blanche)
Empire è un album fantastico che dovreste ascoltare tuttə, TUTTƏ!
33. Canzone peggiore della numero 29? (Charlotte Wessels)
Against All Odds, che non è necessariamente “peggiore”, semplicemente non è nelle mie corde.
34. Prima canzone ascoltata della numero 34? (Sinphonia)
Medusa, credo?
35. Album preferito della numero 28? (Delain)
• Al diavolo la nostalgia, ormai l’ho accettato: Apocalypse & Chill.
36. Quante volte hai visto la numero 42 live? (Muse)
• Nessuna.
37. C’è qualche canzone della 36 che consideri un guilty pleasure? (Sue Clayton)
• Nessuna: la ascolto con grande orgoglio!
38. Come hai scoperto la numero 48? (After Forever)
• Ai tempi del Grande Afflusso di Band Metal del 2008.
39. Album preferito della numero 7? (Florence + The Machine)
Ceremonials sarà sempre speciale per me.
40. C’è qualche canzone della numero 31 che ti mette nostalgia? (The xx)
Together. A parte associarla a Murka, come un po’ tutto ciò che ha a che fare con The Great Gatsby, mi ricorda la bellezza dei primi Anni Dieci, quando eravamo felici e non lo sapevamo (vedi sopra: Ceremonials di Florence).
41. Canzone della 41 che non ti piaceva ma adesso ami? (Linkin Park)
• Non direi, li ascolto abbastanza poco.
42. Testo preferito della posizione numero 24? (Floor Jansen)
Me Without You.
43. Canzone più emozionante della numero 46? (White Sea)
Bloodmoon, One Bad Eye ed Ellipses.
44. Canzone della numero 25 che ti rende felice? (Geike)
Black Land Shore. (Ma in generale mi rende felice che abbia lasciato gli Hooverphonic per fare la solista, aprendo così la strada a Noémie e Luka).
45. Canzone preferita della numero 9? (Siobhán Donaghy)
Coming Up For Air. Ci stiamo ancora lavorando.
46. Primo album ascoltato della numero 37? (Lucia)
Silence. Come sempre, Grazie, Luisa!
47. Membro preferito della numero 4? (Noémie Wolfs)
• Ok, mettiamola così: Noémie è il mio membro passato o presente preferito degli Hooverphonic. Ok?
48. Prima canzone ascoltata della posizione numero 43? (Eivør)
True Love, re: grazie, Luisa!
49. Album che possiedi della numero 20? (Autumn)
• Tutti.
50. Il miglior ricordo associato alla numero 1? (Sugababes)
• Marko mi odierà tantissimo, ma la volta che siamo andati in macchina a Capodistria. “Ti va di venire?” “Meh, volevo ascoltare l’album delle Sugababes.” “E ascoltalo in macchina.” Povero Marko, non sapeva in cosa si stava imbarcando…

Saturday, 31 December 2022

Classifica musicale annuale – 2022

Nelle puntate precedenti:

2017;
2018;
2019;
2020;
2021.

Classifiche generali (1-50):
2016;
2017;
2018;
2019;
2020;
2021;
2022.

Classifiche generali (51-100):
2018;
2019;
2020;
2021;
2022.

1. Come ti sei appassionato alla posizione numero 30? (iamamiwhoami)
• Grazie alle sue campagne virali nei primi Anni Dieci. Che nostalgia!
2. Prima canzone ascoltata della numero 22? (Victoria)
• Dato che nel 2020 alla fine non avevo guardato nulla dell’Eurovision, è stata Growing Up Is Getting Old nel 2021.
3. Testo preferito della numero 33? (Delerium)
A Poem For Byzantium.
4. Album preferito della numero 49? (The Sins Of Thy Beloved)
Lake Of Sorrow.
5. Canzone preferita della numero 13? (Lena Hall)
• Pensavo sarebbe stata Glory Box, invece è la sua versione di Copie Carbone.
6. Album peggiore della numero 50? (Hurts)
• C’è un motivo se ancora non ho in programma di includere nessuna canzone di Desire nel mio progetto fotografico.
7. C’è una canzone della posizione numero 39 che senti molto tua? (Carice Van Houten)
End Of The World mi ricorda sempre quanto bene voglio a Francischino.
8. Bei ricordi legati alla numero 15? (Charlotte Wessels)
• La volta che ho fatto nelle storie di Instagram una battuta sulla somiglianza di Catherine Zeta nelle promo di Wednesday e Marina, e Charlotte ha commentato che era divertente!
9. Quanti album possiedi della numero 5? (Delain)
• Quasi tutti. Dovrei comprare Apocalypse & Chill, visto che è diventato il mio preferito.
10. C’è una canzone della numero 45 che ti rende felice? (Roniit)
Still The Air, ma principalmente perché sarà la colonna sonora di un capitolo fondamentale (a cui sto attualmente lavorando) de La Cosa Che Sto Scrivendo™.
11. Canzone preferita della numero 40? (Billie Eilish)
When I Was Older.
12. Canzone della numero 10 che ti piace di meno? (Florence + The Machine)
• Sempre Call Me Cruella. Stupida Disney.
13. Bei ricordi evocati dalla numero 6? (Eivør)
• I live stream di Eivør durante la quarantena, che hanno illuminato quei momenti complicati.
14. Canzone della numero 38 che associ a un momento o persona? (Siobhán Donaghy)
Coming Up For Air (e, in generale, tutto Ghosts) al famoso pomeriggio a Miramare. Ma anche le b-side di Revolution In Me a una volta che passeggiavo per il Giardino Pubblico in attesa di alcuni amici.
15. Quale canzone della numero 19 ti emoziona di più? (Susanne Sundfør)
• Sfido chiunque a non emozionarsi ascoltando Memorial.
16. Quante volte hai visto la numero 35 live? (Blanche)
• Togliendo la diretta dell’Eurovision in streaming, nessuna. E mi piacerebbe tantissimo.
17. Quale canzone ti ha fatto innamorare della 23? (Anette Olzon)
• Posto che a me Anette piaceva da prima che andasse di moda (apprezzarla, non lei), mi sono davvero innamorato della sua voce su Cathedral Walls dei Swallow The Sun: finalmente qualcuno che la valorizzava!
18. Album preferito della numero 11? (Róisín Murphy)
• È una scelta difficilissima, ma Overpowered è oggettivamente un capolavoro.
19. Prima canzone ascoltata della numero 14? (Misstrip)
A Ticket To Death, quando l’Unticcio sapeva ancora consigliare buona musica.
20. Canzone preferita della numero 27? (Agnes Obel)
• Sto ancora prendendo confidenza con la sua discografia, non sono ancora pronto a nominare una canzone preferita.
21. Album preferito della numero 16? (Meg Myers)
Take Me To The Disco è un capolavoro.
22. Prima canzone ascoltata della numero 47? (Röyksopp)
Poor Leno su MTV.
23. C’è una canzone della 18 che trovi catartica? (Marina & The Diamonds)
Happy.
24. Come hai scoperto la numero 21? (Paola & Chiara)
• Grazie a MTV, che passava Festival a ogni ora del giorno e della notte. Che tempi!
25. Canzone della numero 26 che ti rende felice? (Sugababes)
• Vogliamo parlare del fatto che quelle tre sgallettate hanno finalmente pubblicato The Lost Tapes, l’album che avevano registrato otto anni fa e perso nei meandri delle cause legali e dei leak, proprio il giorno della vigilia di Natale? Cioè, quelle canzoni, tutte e tredici, sono talmente BELLE che IO sono stato FELICE il giorno di fucking Natale! Tutte mi rendono felice! (Ma dovendo scegliere, Flatline).
26. Canzone preferita della numero 3? (Depeche Mode)
• Scelgo la scontatezza: Enjoy The Silence.
27. Album preferito della numero 2? (Oceans Of Slumber)
• Dobbiamo aprire un discorso su quanto sia un capolavoro Starlight And Ash.
28. Prima canzone ascoltata della numero 32? (The Gathering)
You Learn About It, courtesy of Frikka.
29. Testo preferito della numero 8? (Leprous)
• Non saprei oggettivamente scegliere: sono tutti così relatable!
30. Quante volte hai visto la numero 17 live? (Panic! At The Disco)
• Per ora nessuna, ma il prossimo febbraio rimedio!
31. Come hai scoperto la numero 44? (Ramin Djawadi)
Game Of Thrones, duh.
32. Album della 12 che ritieni sottovalutato? (Evelyne Brochu)
Objets Perdus è un ottimo album ingiustamente sconosciuto. Ringrazierò sempre Snowpiercer per avermelo fatto conoscere!
33. Canzone peggiore della numero 29? (Diablo Swing Orchestra)
Porch Of Perception è assolutamente inutile.
34. Prima canzone ascoltata della numero 34? (Karen Elson)
100 Years From Now, grazie a Paranormal Zone.
35. Album preferito della numero 28? (Draconian)
A Rose For The Apocalypse, anche se Under A Godless Veil gli dà filo da torcere.
36. Quante volte hai visto la numero 42 live? (Hooverphonic)
• Nessuna, e mi sarebbe piaciuto con Noémie Wolfs al microfono.
37. C’è qualche canzone della 36 che consideri un guilty pleasure? (Fever Ray)
To The Moon And Back credo sia quella che si avvicina più al concetto di “guilty pleasure”.
38. Come hai scoperto la numero 48? (Kari Rueslåtten)
• Credo come più o meno chiunque: tramite i The 3rd And The Mortal.
39. Album preferito della numero 7? (Evanescence)
The Open Door o Origin.
40. C’è qualche canzone della numero 31 che ti mette nostalgia? (Within Temptation)
Sinéad: com’erano belli i primi Anni Dieci!
41. Canzone della 41 che non ti piaceva ma adesso ami? (Swallow The Sun)
• Non direi.
42. Testo preferito della posizione numero 24? (Emilie Autumn)
• Quello di Rose Red, naturalmente.
43. Canzone più emozionante della numero 46? (Lucia)
Holy è estremamente emozionante.
44. Canzone della numero 25 che ti rende felice? (Mutya Buena)
Song 4 Mutya (Out Of Control).
45. Canzone preferita della numero 9? (Aurora)
Soulless Creatures.
46. Primo album ascoltato della numero 37? (Autumn)
• Quel capolavoro assoluto che è Altitude.
47. Membro preferito della numero 4? (Epica)
• Apriamo un discorso sulla Simona e su come, a differenza di molte colleghe metal, non senta la necessità di essere Not Like The Other Girls™. Le piace il trucco, le piace la moda, le piace esprimere la sua femminilità come preferisce, ed è molto rinfrescante in mezzo a un sacco di cantanti che sbandierano l’empowerment femminile mentre enfatizzano di essere One Of The Guys™pur di ritagliarsi un posto in un ambiente maschilista come quello del metal.
48. Prima canzone ascoltata della posizione numero 43? (Tom Ellis)
• Potrebbe essere stata Sinnerman nell’episodio 6 della prima stagione di Lucifer? Beh, comunque la prima che ha cantato nella serie.
49. Album che possiedi della numero 20? (Elinborg)
• Non so nemmeno se i suoi EP siano usciti in formato fisico, onestamente.
50. Il miglior ricordo associato alla numero 1? (Noémie Wolfs)
• Noémie è un amore: quando la si tagga nelle storie di Instagram risponde sempre e ringrazia con tanto calore e affetto! E ha anche condiviso la storia in cui l’avevo fatta in versione Sim con il look del video di Lonely Boy’s Paradise.

Friday, 30 September 2022

Classifica musicale generale – 2022

Nelle puntate precedenti:
2016;
2017;
2018;
2019;
2020;
2021.

Classifiche dalla 51 alla 100:
2018;
2019;
2020;
2021;
2022.

Classifiche annuali:
2017;
2018;
2019;
2020;
2021
 
1. Come ti sei appassionato alla posizione numero 30? (Meg Myers)
• Grazie a Luisa, naturalmente, che mi ha passato il video di Heart Heart Head.
2. Prima canzone ascoltata della numero 22? (Sia)
• Questa la so! The Church Of What’s Happening Now! L’avevo sentita in un pub anni prima che Sia diventasse famosa con Chandelier e me n’ero innamorato senza sapere di chi fosse; poi, recuperando la discografia pregressa, arrivato a Colour The Small One l’ho ritrovata e ho praticamente strillato!
3. Testo preferito della numero 33? (Röyksopp)
• Perché mi dovete sempre far scegliere tra What Else Is There? e Running To The Sea, con In The End come terza?
4. Album preferito della numero 49? (iamamiwhoami)
• Non m’importa se Blue è il più “cOmMeRcIaLe”, è anche il mio preferito.
5. Canzone preferita della numero 13? (Panic! At The Disco)
• Sempre Casual Affair, ma menzione d’onore a Don’t Let the Light Go Out che è la mia preferita dal nuovo album.
6. Album peggiore della numero 50? (Lucia)
• No. No, Lucia non ha album peggiori.
7. C’è una canzone della posizione numero 39 che senti molto tua? (Dead Can Dance)
• “All the roads look the same: they lead nowhere, they lead nowhere”. Ovvero Opium.
8. Bei ricordi legati alla numero 15? (Epica)
• A questo giro scelgo le passeggiate a Düsseldorf sparandomi la cover del Presto dall’Estate di Vivaldi a tutto volume in cuffia.
9. Quanti album possiedi della numero 5? (Evanescence)
• Oh cavolo, devo comprare The Bitter Truth! (Tutti tranne il self-titled.)
10. C’è una canzone della numero 45 che ti rende felice? (Sirenia)
• Per quanto possa sembrare strano, ce n’è una: Ditt Endelikt. Perché è super ballabile e perché, non capendo il testo, non posso cringeare forte per i cliché di Morten.
11. Canzone preferita della numero 40? (Diablo Swing Orchestra)
Heroines.
12. Canzone della numero 10 che ti piace di meno? (Florence + The Machine)
• Faccio fatica a considerare Call Me Cruella una canzone di Florence: il testo è tremendamente on the nose (specie paragonato agli altri contributi di Florence a colonne sonore varie), di una banalità degna di una qualunque Laña del Rey. È chiaro che la Disney gliel’ha praticamente dettata e non le ha lasciato libertà creativa.
13. Bei ricordi evocati dalla numero 6? (Emilie Simon)
• Oh boy, da dove inizio? A ‘sto giro menziono il viaggio a Bordeaux.
14. Canzone della numero 38 che associ a un momento o persona? (Emmelie De Forest)
Let It Fall a Stefano per la foto che abbiamo fatto insieme.
15. Quale canzone della numero 19 ti emoziona di più? (Stream Of Passion)
• Un po’ tutto The Flame Within, ma dovendo scegliere una sola canzone, Street Spirit mi fa drizzare ogni singolo pelo sulle braccia.
16. Quante volte hai visto la numero 35 live? (Sleepthief)
• Con l’eterna disorganizzazione di Justin?
17. Quale canzone ti ha fatto innamorare della 23? (Theodor Bastard)
Земная Доля (Будем Жить).
18. Album preferito della numero 11? (Eivør)
• Sono molto indeciso tra Larva e Segl.
19. Prima canzone ascoltata della numero 14? (Susanne Sundfør)
The Silicone Veil.
20. Canzone preferita della numero 27? (Tristania)
The Modern End.
21. Album preferito della numero 16? (Kari Rueslåtten)
Pilot. Mi manca la Kari sperimentale della prima metà degli Anni Duemila.
22. Prima canzone ascoltata della numero 47? (Rag’n’Bone Man)
• Colgo questa occasione per lanciarmi in un rant sul fatto che il remix semi-orchestrale di Human dal trailer di Mass Effect Andromeda non sia mai stato pubblicato; già che ci siamo, mi lagno anche per quello di Running Up That Hill di Kate Bush da Quella Scena™ di Stranger Things.
23. C’è una canzone della 18 che trovi catartica? (Anneke Van Giersbergen)
Lost And Found, assieme a buona parte di Air.
24. Come hai scoperto la numero 21? (Emilie Autumn)
• Grazie all’Innominabile quando ancora aveva gusti decenti. Sì, lo so: ho colpa per aver lasciato che quell’essere me la facesse scoprire dopo aver ignorato i tentativi di Veronica.
25. Canzone della numero 26 che ti rende felice? (Lady Gaga)
• Voto sempre Born This Way e Hair.
26. Canzone preferita della numero 3? (The Gathering)
• “You don’t neeeeeeeeed to preeeeeeeach!
27. Album preferito della numero 2? (Within Temptation)
• Sembra sempre più improbabile che tirino fuori un altro The Unforgiving
28. Prima canzone ascoltata della numero 32? (Siobhán Donaghy)
Nothing But Song, che mi ha quasi fatto rinunciare in partenza. Anche se la prima canzone con Siobhán è stata Flatline deLLE SUGABABES (ora si può finalmente dire)!
29. Testo preferito della numero 8? (Marina & The Diamonds)
• Oddio, da dove comincio?
30. Quante volte hai visto la numero 17 live? (Draconian)
• Nessuna, e ora sono in questo strano paradosso per cui avrei preferito vederli con Heike perché mi piace di più come cantante, ma sarei ben felice di vederli con Lisa perché la stimo più come persona.
31. Come hai scoperto la numero 44? (The 3rd And The Mortal)
• Facendo filologia di gothic metal.
32. Album della 12 che ritieni sottovalutato? (Autumn)
• Gli Autumn sono letteralmente i poster children dell’esser sottovalutati.
33. Canzone peggiore della numero 29? (Nemesea)
Whenever mi tedia parecchio, ma anche Kids With Guns non mi fa impazzire.
34. Prima canzone ascoltata della numero 34? (Gwen Stefani)
• Nel 2004 non eri tu che scoprivi What You Waiting For?, era What You Waiting For? che ti trovava e ti costringeva ad ascoltarla.
35. Album preferito della numero 28? (Alizée)
• Sempre il sottovalutatissimo 5.
36. Quante volte hai visto la numero 42 live? (Phildel)
• Luisa, al prossimo tour voliamo in UK e rimediamo a questa mancanza abissale?
37. C’è qualche canzone della 36 che consideri un guilty pleasure? (Karen Elson)
• Non è la canzone in sé a essere un guilty pleasure, quanto immaginare di spammare Who’s Sorry Now? su ogni social media quando una certa persona inevitabilmente si sarà lasciata con quel povero martire che la sopporta perché, semplicemente, non lo merita.
38. Come hai scoperto la numero 48? (Ramin Djawadi)
• Grazie a Game of Thrones, ovviamente.
39. Album preferito della numero 7? (Delain)
Apocalypse And Chill. Dubito che ora con la clone di Charlotte riesca(no?) a fare di meglio.
40. C’è qualche canzone della numero 31 che ti mette nostalgia? (Aurora)
• Un po’ tutto Infections Of A Different Kind (Step I) mi riporta a bei momenti di videogioco del 2019, sia in giro con Pokémon Go che a casa con The Sims 4.
41. Canzone della 41 che non ti piaceva ma adesso ami? (Clare Maguire)
• Non che non mi piacesse, ma sulle prime non mi ero filato particolarmente The Shield And The Sword; poi l’ho ascoltata bene e l’ho amata.
42. Testo preferito della posizione numero 24? (Delerium)
A Poem For Byzantium.
43. Canzone più emozionante della numero 46? (Portishead)
• Ebbene no, non è Glory Box: voto Roads!
44. Canzone della numero 25 che ti rende felice? (Goldfrapp)
Tiptoe.
45. Canzone preferita della numero 9? (Anathema)
Untouchable, Part 1.
46. Primo album ascoltato della numero 37? (Amy Lee)
• Pescy, stiamo ancora aspettando il tuo debutto solista synthpop sulla Luna (cit.).
47. Membro preferito della numero 4? (Hurts)
• Confermiamo che Stupido Sexy Theo ha finalmente fatto fuori il mocio vileda ripristinando la sua sexiness. Nel dubbio, comunque, opto per un threesome.
48. Prima canzone ascoltata della posizione numero 43? (White Sea)
Mountaineer: sono andato in ordine.
49. Album che possiedi della numero 20? (Róisin Murphy)
• Ahem… diciamo che ci stiamo ancora lavorando.
50. Il miglior ricordo associato alla numero 1? (Theatre of Tragedy)
• A queso giro, la volta che Nell si è seduta con me a bere una birra al World’s End di Camden Town, l’hanno chiamata per un’intervista, mi ha promesso che sarebbe tornata e l’ha fatto! (Fra l’altro, l’avevo più o meno sognato prima che accadesse.)

Sunday, 26 June 2022

Deadlocked (o il punto di rottura)

This world,
Its evil ways,
The pain that I hide:
Let’s make this happen!
 
Che poi, a pensarci bene, è un ciclo: inizio ad accumulare negatività perché non sono bravo a processarla in maniera costruttiva, passano mesi e magari nemmeno me ne rendo conto finché, d’estate, inizia ad approssimarsi il mio punto di rottura, i miei comportamenti o atteggiamenti sfuggono al controllo e diventano sempre più autodistruttivi, Katia se ne accorge, mi fa sedere, me lo fa notare e, finalmente, riesco a scuotermi un po’ e tirarmi fuori dalla crisi.
Per questa volta. Perché la cosa che mi ha davvero fatto sorridere, ieri notte, è stato rendermi conto che è un pattern che tende a ripetersi spesso proprio d’estate. Di solito più verso luglio-agosto, ma non è sorprendente che a ‘sto giro sia successo a giugno, visto lo stress di quest’anno.
A questo giro è stata una domanda piuttosto diretta che ha ricevuto una risposta altrettanto diretta.
“Senti, potrebbe essere solo una mia impressione per questo o quel motivo, ma: stai diventando più cattivo ultimamente?”
“Sì”, ho risposto subito, senza esitazione. “Sì, è vero. È una cosa che ho notato anch’io in più episodi, in queste ultime settimane. E ha iniziato a preoccuparmi.”
 
Volendola buttare sulle analogie, nel momento in cui ho sentito di non avere più le forze e la pazienza per essere una Margaery, l’idea era di lasciar libera l’Olenna e dare un po’ di pan per focaccia a chi se lo meritava. Solo che, sempre più spesso, mi sono ritrovato a pensare: “I choose violence”. E non mi stancherò mai di dirlo: essere una Cersei è mai una buona idea. Sentirsi costretti in un angolo e rispondere facendo quanto più male possibile agli altri non è una soluzione sostenibile, tanto meno lo è farne in maniera indiscriminata partendo da un vago senso di sentirsi nel giusto.
La buona notizia è che, appunto, me ne stavo già rendendo conto da solo: c’erano momenti in cui mi sentivo davvero tossico. Un po’ mi sentivo giustificato, date le circostanze; un po’ pensavo che, tutto sommato, fosse dovertente. Per lo più, era pura e semplice dipendenza da Schadenfreude. Ma sentirmi dire che la tossicità si nota così tanto e non è divertente è stata la spintarella di cui avevo bisogno per decidere che è davvero il caso di darmi una regolata, perché tentare di avvelenare la vita agli altri finisce per avvelenare anche me a piccole dosi.

Per dovere di completezza, visto che indagare a fondo le cause del mio comportamento è necessario per migliorarlo, è il caso che lo annoti: mi sento esasperato da tutto. Letteralmente tutto: ovunque mi giri c’è un motivo di rabbia. Il mondo intero, l’atteggiamento generale dell’umanità, il senso di impotenza e stagnazione, se non direttamente l’impressione che, come società, stiamo addirittura tornando indietro. Anni e anni di lotte che sembrano aver fallito completamente. I diritti civili stanno sparendo dappertutto, siamo in piena guerra, i progressi sul fronte climatico sono trascurabili... non c’è una cosa, una, che non vada male.
Così, da qualche parte lungo la strada, ho gettato la spugna.

So anche identificare il momento in cui è partita questa mia spirale verso l’incattivimento: nel 2020, quando Trump si è preso il covid e mi sono fiondato su Twitter per leggere le reazioni. E poi per aggiungere le mie.
E poi ci sono state le elezioni americane, in un momento in cui sentivo che anche le nostre destre erano in difficoltà, e allora mi sono detto: “È tempo di bullizzare i bulli”. Dare loro una dose della loro medicina, farli sentire come hanno fatto sentire gli altri per tutto questo tempo, caricare su di loro tutto il peso sociale di essere persone orribili con idee orribili.
Solo che, lungo la strada, ho iniziato a ritenere lo sforzo sociale dietro quest’idea sempre più vano. Invece che argomentare il mio sdegno, se non per far cambiare idea almeno per piantare quella vocina che rovina il “divertimento” quando la gente si comporta in un certo modo, ho iniziato a ricorrere a semplici, generici, sciocchi insulti che, in effetti, lasciano il tempo che trovano. Spiegare al fascista medio perché il suo fascismo deriva semplicemente dalla paura gli rovina la giornata molto più che sentirsi dare del povero cretino.

E tutto questo, lo ribadisco, è un semplice coping mechanism per il malessere che sento dentro. Uno che non solo non lo risolve, ma finisce per far stare peggio anche me: non mi rende poi tanto distinguibile dalla gente che ha ridotto il mondo a un posto che è una completa e costante fonte di disagio.
E io non voglio essere questo.

Qualche misura per invertire la tendenza l’avevo già presa nelle scorse settimane: ad esempio, ho evitato di infilarmi in baruffe digitali che sarebbero finite in gara di insulti, lasciato cadere discorsi che mi avrebbero irritato, scorso oltre notizie che avrei potuto commentare in maniera caustica, eccetera, limitandomi solo ai casi più eclatanti. Dovrei impegnarmi a farlo ancora di più, lasciando correre anche i casi eclatanti: alla fin fine, è uno spreco di energie che non porta a nulla. Non riuscirò a isolarmi ed evitare di occuparmi di attualità, ma non sono obbligato a dire la mia a tutti i costi alimentando la caciara che si forma intorno: posso anche solo prendere atto della cosa e andare avanti con la mia vita.
Ho anche notato che non ho praticamente bloggato quest’anno. Pensavo dipendesse dal fatto che la mia vita è piuttosto piatta (a questo punto per scelta, ma quello è un altro paio di maniche), ma la verità è che non avevo voglia di dialogare con me stesso su ciò che sta succedendo in generale. Scrivere uno stato tagliente su Facebook o cercare gente da insultare sotto i meme altrui è molto più semplice che analizzare come un avvenimento mi fa sentire e tirarne fuori un post coerente.
È però una cosa che dovrei riprendere a fare perché, appunto, non sono bravo a processare i miei stati emotivi e questa è una valvola di sfogo che mi aiuta molto. Anche per questo ho scritto questo post: ieri sera Katia mi ha aiutato a dare forma e voce alla consapevolezza che già stavo sviluppando, e qui ho deciso di cristallizzarla in forma scritta per non perderla di vista.
Ho spesso il vizio di ignorare la mia voce interiore e cercare segni esterni che me la sbattano in faccia. A volte mi faccio i tarocchi (ho smesso dal 2020, sempre perché non ho molta voglia di chiacchierare con me stesso). A volte presto attenzione alle piccole coincidenze, come la scena in The Umbrella Academy che abbiamo visto subito dopo aver parlato, in cui Allison e Diego vanno in cerca di risse con i suprematisti bianchi, o la citazione di Deadlocked dei Tristania con cui ho aperto il post, che ho trovato fra i ricordi di Facebook – entrambe descrivono bene lo stato d’animo che ha causato il mio incattivirmi e mostrano quanto sbagliato sia continuare su questa china.
Molto più spesso, è la migliore amica che sono fortunato ad avere, che quando inizio ad andare troppo alla deriva mi prende per i capelli e mi aiuta a tirarmi fuori dall’acqua alta.
Katia mi ha consigliato di scrivere una lettera a me stesso, a questo riguardo. La lettera è questa, ma non sarebbe completa se non fosse un po’ anche una lettera a lei e non si concludesse con:
Grazie, Katia.

Thursday, 31 March 2022

Classifica musicale generale, 51-100 – 2022

Nelle puntate precedenti:
2018;
2019;
2020;
2021.

Classifiche generali (1-50):
2016;
2017;
2018;
2019;
2020;
2021.

Classifiche annuali:
2017;
2018;
2019;
2020;
2021.

1. Come ti sei appassionato alla posizione numero 80? (The Birthday Massacre)
• Li ho sentiti quando ancora facevano buona musica durante la tappa in Germania prima di andare in Norvegia per il concerto dei Theatre of Tragedy.
2. Prima canzone ascoltata della numero 72? (We Are The Fallen)
• La ben poco interessante Bury Me Alive; ho continuato a tenerli d’occhio per pura ripicca verso Pescy.
3. Testo preferito della numero 83? (Trillium)
• Ammetto di non ricordarne nemmeno uno.
4. Album preferito della numero 99? (Björk)
Homogenic. Sono una Basic Björkian Bitch.
5. Canzone preferita della numero 63? (Beyoncé)
Save The Hero o Pretty Hurts.
6. Album peggiore della numero 100? (Freddie Dickson)
Panic Town, per i motivi che ho sviscerato in questa recensione su Armonie Universali. Questo mi ricorda che devo ancora sentire il full length e gli EP che sono usciti dopo…
7. C’è una canzone della posizione numero 89 che senti molto tua? (Rose McGowan)
• Avrei detto Green Gold, se Rose non avesse preso un’orribile china filo-repubblicana che me l’ha fatta disconoscere senza se e senza ma.
8. Bei ricordi legati alla numero 65? (The Crest)
• Il concerto per il quarantesimo compleanno di Kristian, ovvio!
9. Quanti album possiedi della numero 55? (Roniit)
• Bella domanda: con me ho il debutto e i due EP; da qualche parte a Trieste dovrei avere anche XIXI, che è arrivato quando ero sceso in Sardegna per le vacanze natalizie del 2019, ma ancora non sono tornato e non ho idea di che fine abbia fatto!
10. C’è una canzone della numero 95 che ti rende felice? (The Bryan Ferry Orchestra)
Young & Beautiful.
11. Canzone preferita della numero 90? (After Forever)
Cry With A Smile.
12. Canzone della numero 60 che ti piace di meno? (Loreen)
Jungle.
13. Bei ricordi evocati dalla numero 56? (Placebo)
• La volta che ascoltavo Sleeping With Ghosts viaggiando in pullman verso Olbia per prendere il traghetto. È un bel ricordo, anche se stavo andando a trovare Quella Luana.
14. Canzone della numero 88 che associ a un momento o persona? (The Sins Of Thy Beloved)
• Nessuna in particolare.
15. Quale canzone della numero 69 ti emoziona di più? (Octavia Sperati)
• La magnifica Dead End Poem.
16. Quante volte hai visto la numero 85 live? (Sugababes)
• Nessuna, ma c’è la possibilità che accada perché finalmente le VERE Sugababes sono di nuovo attive e si stanno dando una mossa!
17. Quale canzone ti ha fatto innamorare della 73? (Ala.ni)
Darkness At Noon.
18. Album preferito della numero 61? (Gåte)
Jygri.
19. Prima canzone ascoltata della numero 64? (Pure Reason Revolution)
• Credo Deus Ex Machina, durante lo stesso viaggio in Germania in cui ho conosciuto i The Birthday Massacre.
20. Canzone preferita della numero 77? (The Romanovs)
Mr. Okada. Maremma, quanto mi mancano i The Romanovs!
21. Album preferito della numero 66? (Rose Chronicles)
Shiver.
22. Prima canzone ascoltata della numero 97? (Nero)
Into The Past, grazie alla colonna sonora di The Great Gatsby.
23. C’è una canzone della 68 che trovi catartica? (M.I.A.)
Exodus e Sexodus, specie se ascoltate insieme.
24. Come hai scoperto la numero 71? (Loïc Nottet)
• Mi vergogno di ammettere che nel 2015 ancora non seguivo l’Eurovision, quindi l’ho scoperto più tardi grazie a Michele.
25. Canzone della numero 76 che ti rende felice? (Amanda Somerville)
Angel Of Mine mi mette non ironicamente di buon umore. Ah, i tempi in cui avevamo scambiato l’Amanda per Pescy.
26. Canzone preferita della numero 53? (Les Discrets)
• Non so decidere tra L’Echappée e Après L’Ombre.
27. Album preferito della numero 52? (Ramin Djawadi)
• La colonna sonora della prima, perfetta, immacolata stagione di Westworld.
28. Prima canzone ascoltata della numero 82? (Morning Parade)
Under The Stars.
29. Testo preferito della numero 58? (Brooke Fraser)
• “I love your projection, but I don’t love you; your perceived perfection though it’s just not true.Psychosocial mi fa sentire attaccato e validato allo stesso tempo.
30. Quante volte hai visto la numero 67 live? (Sharon Den Adel)
• Da solista nessuna, con i Within Temptation due volte.
31. Prima canzone ascoltata della numero 94? (:LOR3L3I:)
• Penso Wolfheart.
32. Album della 62 che ritieni sottovalutato? (Abney Park)
• Essendo precedente al loro periodo steampunk, The Death Of Tragedy è ovviamente semi-dimenticato.
33. Canzone peggiore della numero 79? (Hearts Of Black Science)
• Allora, sono sicuro che su The Ghost You Left Behind ci sia qualcosa di peggio, ma la prima che mi viene in mente è Something Better perché mi dà estremamente fastidio come Daniel la canta.
34. Prima canzone ascoltata della numero 84? (Versailles)
• Onestamente non ricordo: di quel week end mi è rimasto impresso ben altro.
35. Album preferito della numero 78? (Blanche)
• Hey, Blanche, tesoro: Empire ha bisogno di un fratellino al più presto!
36. Quante volte hai visto la numero 92 live? (Tactile Gemma)
• Onestamente non penso siano nemmeno mai andati in tour. Purtroppo. Qualcuno riporti indietro le sorelle Edvardsen dal loro esilio!
37. C’è qualche canzone della 86 che consideri un guilty pleasure? (Carice Van Houten)
• Non è propriamente un guilty pleasure, ma Iedereen Was Zo mi fa sghignazzare più del dovuto per il verso in cui dice: “E quindi sospetto che gli eterosessuali non siano capaci di suonare il piano – o almeno non bene”.
38. Come hai scoperto la numero 98? (The xx)
• Come i Nero, grazie a The Great Gatsby, che, Laña a parte, ha riassunto il meglio degli Anni Dieci.
39. Album preferito della numero 57? (Leandra)
• No. Mi rifiuto di scegliere tra Metamorphine e Isomorphine.
40. C’è qualche canzone della numero 81 che ti mette nostalgia? (Fever Ray)
• Opinione impopolare: l’eponimo mi fa venire non ironicamente nostalgia nostalgia del 2020.
41. Canzone della 91 che non ti piaceva ma adesso ami? (Swallow The Sun)
• No, non direi.
42. Testo preferito della posizione numero 74? (A Perfect Circle)
• Seriamente, ma quanto è ancora attuale Judith da uno a “America, devi finire sepolta sotto la cenere di Yellowstone”?
43. Canzone più emozionante della numero 96? (Paolo Buonvino)
• Emozionante? EMOZIONANTE? Volete EMOZIONANTE?! Vi do EMOZIONANTE, dannazione! (Truth, comunque, anche a prescindere da quella scena).
44. Canzone della numero 75 che ti rende felice? (Tori Amos)
Wildwood.
45. Canzone preferita della numero 59? (Anette Olzon)
Invincible.
46. Primo album ascoltato della numero 87? (Soap&Skin)
Lovetune For Vacuum: sono andato in ordine.
47. Membro preferito della numero 54? (Alcest)
• Neige, duh.
48. Prima canzone ascoltata della posizione numero 93? (ISON)
• La demo di Atlas.
49. Album che possiedi della numero 70? (Elusive)
• Tutti e tre e pure il singolo.
50. Il miglior ricordo associato alla numero 51? (Lucia)
• Quando ho scattato Turn To Gold con Elle e Giulia.

Wednesday, 16 February 2022

Adesso arriva l’elfo nero

Sono giorni che vedo volare stracci tra gli appassionati di Tolkien sui feed dei miei vari social media. Come polemica non mi coinvolge particolarmente perché è un fandom di cui faccio parte a piccole dosi e marginalmente, ma a forza di leggere opinioni diverse, argomentazioni e controargomentazioni, ho inevitabilmente finito per rimuginare sulla faccenda pure io. Ho alcune osservazioni.
 
1) Un’opera del passato, per (ri)vivere, ha bisogno di passare attraverso la lente e il filtro dell’epoca attuale. Vedasi la scena di Arwen Principessa Guerriera nel primo LOTR di Jackson, residuo di quando si pensava di unire i personaggi di Arwen e Eowyn per creare una protagonista femminile più proattiva in linea con i tempi. Poi si è deciso di lasciare separati i personaggi e quella scena di Arwen è rimasta un non-sequitur, ma il punto resta: cambiano i tempi, cambiano i valori, e un’opera che vuole riproporsi non può ignorare la cosa.
Per dire, pensate a Notre-Dame De Paris: oggi sarebbe assurdo immaginare quella storia priva dell’aspetto di riscatto sociale con cui la conosciamo, ma a Hugo fotteva letteralmente sega dei marginalizzati, il succo del romanzo era che bisognava restaurare la cattedrale perché è l’unica cosa che dura nel tempo. E non vedo nessun purista che grida al politicamente corretto e si lamenta del “brownwashing” di Esmeralda, perché le implicazioni di lei che era l’unica zingara buona perché in realtà era la figlia di una coppia cristiana ed era stata rapita dalla culla sarebbero un filo indigeste al giorno d’oggi.
 
2) Tokenism, blackwashing, brownwashing, eccetera: sì, è vero, sono fenomeni non sinceri che nascono dalla necessità di sfruttare il multiculturalismo per ampliare il marketing di un’opera, e sono quasi sempre fatti dai bianchi a uso e consumo del senso di colpa sociale di altri bianchi.
Ma sono il sintomo di un problema più largo, ovvero la disparità di trattamento tra le storie occidentali cosiddette “biancocentriche”* (asterisco, ci torniamo dopo) e quelle non occidentali di culture non bianche. Salvo eccezioni, le storie non “biancocentriche” hanno meno pubblico e ricevono pertanto meno fondi (con ciò che ne consegue per la qualità), meno promozione, meno visibilità, rendendo le “pari opportunità” di rappresentazione, di fatto, nulle. Fintanto che non si risolve questo problema a monte e opere come Black Panther o Hidden Figures non smettono di essere un’eccezione, il tokenism è, purtroppo, un male necessario per rappresentare la società multietnica in cui ormai viviamo.
 
3) È vero, c’è un doppio standard nell’applicare il “colour-blind casting”. Alle storie occidentali è praticamente imposto, mentre non ci si sognerebbe mai di applicarlo a opere di origine africana, asiatica, sudamericana, eccetera. Nessuno ha battuto ciglio perché sono mancate le “quote bianche” in Encanto, per dire. Di nuovo, però, il problema è alla radice nella disparità di numero e presenza mediatica tra le storie occidentali che permeano la nostra cultura di massa e quelle non occidentali. C’è una disparità di trattamento e un protezionismo a valle perché c’è una disparità di mezzi e possibilità a monte.
 
4) Dalla parte opposta della barricata, torniamo a quell’asterisco. Parlando di “media occidentali” e “biancocentrici”, c’è l’ulteriore problema dell’imperialismo socio-culturale degli Stati Uniti, che si considerano il centro del mondo e danno per scontato che le stesse dinamiche sociali ed etniche che ci sono da loro si applichino anche alla molto diversa (ed internamente eterogenea) società europea.
Questo è un problema che VA affrontato e la sensibilità che, negli ultimi anni, si è iniziata ad avere nel presentare con quanta più autenticità possibile le storie di culture non occidentali dovrebbe essere estesa a tutte le storie non americane. Per cui, America, se una storia europea non si conforma ai tuoi standard etno-sociali, è perché la società di quel paese europeo è diversa da quella statunitense tanto quanto lo è quella coreana, o giapponese, o indiana (Paesi le cui produzioni mediatiche sono altrettanto “monocromatiche”, ma la cosa non viene fatta notare).
Vero che questo discorso è complicato dal passato imperialista dell’Europa, i cui danni al resto del mondo sono sempre attuali, ma dopo quasi settant’anni in cui NOI abbiamo ricevuto l’imperialismo americano, direi che possiamo iniziare a sollevare il problema: è giusto che richiediamo per l’Iliade (se n’era parlato tempo fa), i romanzi della Austen o le fiabe di Andersen o dei Grimm lo stesso trattamento che è riservato ad altre culture mondiali; però “noi” continuiamo a essere sovraesposti in una società in cui non siamo l’unico gruppo culturale.
 
5) Il discorso del “Ma io mi riesco a immedesimare in chiunque senza bisogno che sia la mia copia carbone” è il motivo per cui si parla di MBEB, quindi… anche no, grazie. In primo luogo perché, nel complesso, semplicemente non è vero, o non ci sarebbero puntualmente le lagnanze ogni volta che il protagonista di un’uscita mainstream (penso, ad esempio, ai videogiochi) è nero, queer, donna, eccetera. E poi grazie al cazzo, Pierfrancesco, che riesci a immedesimarti quasi sempre senza problemi: è proprio perché quasi sempre hai davanti la tua copia carbone.
Poi, per dire, anche a me la mancanza di una vagina non impedisce di finire quasi puntualmente per immedesimarmi più in personaggi femminili che maschili, quindi cosa ci vuole? Poi però vai a vedere meglio e questi personaggi femminili affrontano temi che risuonano con le problematiche che affronto in quanto persona queer in un modo che i personaggi maschi non fanno. Quindi, anche se obliqua, la dinamica di minoranza vs rappresentazione nei media esiste anche in quel caso.
Per cui, essendo il discorso più complesso di “ma basta avere fantasia per immedesimarsi”, lasciamo che siano le minoranze a dire se e quanto si sentono rappresentate o meno: è la LORO esperienza di vita ed è valida.
 
Quindi, in conclusione, è vero, gli elfi e i nani neri in una storia di Tolkien non risolvono il problema del razzismo sistemico e sono una mossa commerciale per non far accusare di “biancocentrismo” l’adattamento di un’opera che nasce da un autore bianco del secolo scorso; è anche vero che, se si vuole continuare a vedere quest’opera riproposta, bisogna accettare di vederla adattarsi ai tempi. Lo stesso Regno Unito non è certo l’America, ma il suo tessuto sociale è molto diverso rispetto ai tempi di Tolkien.
Detto in soldoni, la scelta qui è tra relegare quell’opera al passato e lasciarla fossilizzare nella forma che conosciamo, o adattarla al contesto socio-culturale attuale se vogliamo vederla riproposta. Volete ancora opere ispirate a Tolkien? È così che va ora, pace.
Poi in un futuro utopico non ci sarà bisogno di fare tokenism e blackwashing eccetera perché, accanto alla serie culturalmente europea di ispirazione Tolkieniana, saremo abbastanza ricettivi da appassionarci anche all’adattamento di un’epica mitologica centrafricana in cui non ci saranno personaggi bianchi. Ma quei tempi ancora non sono qui, e le persone non-bianche, non-etero e non-cis non possono più essere ignorate e nascoste sotto il tappeto nei media che la nostra società eterogenea produce e consuma.

Friday, 29 October 2021

Questioni di zucche

“È questo il mio costume: sono un maniaco omicida. Non si distinguono dagli altri.”
Ed è questa la mia battuta preferita da fare in questo periodo dell’anno, specie ora che, senza Lucca, non posso sfangarmela con la scusa di essere distrutto dalla fiera / il lavoro la sera del trentun ottobre.
Una o due volte ho provato a fare il pioniere di Halloween da piccolo, ispirato principalmente da Piccoli Brividi e, in particolare, Le Zucche della Vendetta. Mi sono mascherato, ho fatto un giro di trick or treating nei palazzi vicini, qualcuno è anche stato al gioco e mi ha dato dei dolciumi, ma la cosa è più o meno finita lì. Semplicemente, Halloween non appartiene alla mia identità nella maniera viscerale e istintiva in cui, ad esempio, Carnevale o il Natale ne facevano parte, e il tentativo di trapiantarlo non ha attecchito alla lunga. Cioè, se verso i dieci o undici anni mi ero già stufato di inventarmi un costume per Carnevale, figurarsi se avevo (o ho) voglia di inventarne anche uno per Halloween. (Su come sia finito il mio rapporto col Natale penso sia superfluo aggiungere qualcosa ora, avrò tempo a dicembre per trovare qualcosa di cui lamentarmi anche quest’anno).

D’altro canto, essendo Halloween un prodotto d’importazione (almeno nella mia vita e nella comunità in cui sono cresciuto, poi leggo che in Veneto invece ne esiste una variante come residuo della cultura celtica di sostrato), non mi suscita nemmeno la forte reazione avversa che l’onnipresenza di altre feste mi causa.
Per ora.
Perché ragazzi, seriamente, a me sta benissimo che voi vi ci divertiate, che abbracciate i costumi, i dolci, le decorazioni e tutto, li facciate vostri e li trasformiate in uno spunto di divertimento. Solo, magari evitiamo di trasformarla nell’ennesima festa comandata per non partecipare alla quale serve trovare una scusa socialmente accettabile?
Certo, sarà sempre meno urticante dei buoni sentimenti preconfezionati che si respirano in altri periodi dell’anno, e ha in più l’aspetto creativo dei costumi e quello iconoclastico di esporre i benpensanti a tutto un immaginario macabro; ma il calendario festivo italiano è già abbastanza fitto di occasioni da schivare, non me ne serve un’altra.
Quindi non iniziamo a chiedere: “Cosa fai a Halloween?” o “Da cosa ti mascheri?”, perché se no quello da maniaco omicida non sarà più solo un non-costume e una citazione a Mercoledì Addams, mhkay?

Tuesday, 12 October 2021

Stacked Smoke

La cosa più vicina a un incendio che io abbia mai vissuto è stata la Notte dei Lunghi Allarmi nella casa dello studente a Trieste. Ovvero, un prolungato quanto falso allarme dovuto a cause non meglio precisate che con gli incendi veri e propri non aveva nulla a che fare.
Almeno fino a stasera. Ieri sera, tecnicamente. Insomma, poche ore fa.
 


Sono le undici meno spicci di sera. Vado in bagno, sento odore di bruciato e, contrariamente al solito, scrollo le spalle e me ne frego. Dico “contrariamente al solito” perché al secondo piano abbiamo un tossicodipendente che vive da solo e io, essendo ansioso, ho sempre paura che metta la roba sui fornelli, si faccia di qualcosa e lasci che tutto bruci, quindi di solito mi affaccio a vedere se c’è fumo da lui.
Oggi, dicevo, decido di fregarmene e, tempo le undici, qualcuno ci suona il campanello: sono le vicine del piano di sopra che ci avvisano che c’è un incendio e dobbiamo scappare.
No, sul serio: c’è un incendio e dobbiamo scappare. Il pianerottolo è pieno di fumo, ci entra pure in casa.

Onestamente, non so tutt’ora come mi sia sentito in quel momento. Ho afferrato il telefono e chiamato il 118, dicendo con una voce incerta e incredula che c’era un incendio al mio indirizzo. E sottolineo, incredulo, perché queste cose di solito capitano o nei film, o agli altri.
Onestamente, mi fa strano ritrovarmi ora sotto shock perché, lì per lì, non credo di aver avuto paura. Non c’erano fiamme in vista e non penso che il cretino fosse riuscito a dar fuoco a chissà cosa – stupidamente non mi passa per la testa che le fiamme potrebbero raggiungere la bombola del gas, ma dettagli. Mi infilo un paio di pantaloni con le tasche, ci butto dentro l’iPod perché col cavolo che lo lascio bruciare se qualcosa va storto, poi il telefono e il borsellino con carte e documenti; infilo il computer nella borsa e prendo quello, la fotocamera e il teleobiettivo; la Mater nel frattempo ha afferrato un borsone e ci ha buttato dentro tutte le cartelle di documenti nostri, della casa e di chi più ne ha più ne metta.
Le vicine di sopra hanno già raccattato la loro roba, infilato il gatto nel trasportino e stanno scendendo. Noi ci accodiamo – rigorosamente per le scale, mai ascensore in queste situazioni – facendo il secondo giro di scampanellate a tutti.
Il grosso del fumo è nel terzo piano, il che significa che sta salendo, indovinate un po’, dal secondo, dalla casa del tossico. What a surprise. Dirimpetto a lui, la vedova (del tutto sola) è già da qualche mese che dà i numeri e mostra segni di senilità, e si rifiuta di uscire e mettersi in salvo. Io e la Mater la incoraggiamo, e quella chiude il portone. Ok.
Al piano di sotto, aiutiamo l’altra vedova, quella pluri-novantenne e super acciaccata (e anche lei del tutto sola), a scendere le scale. Ci troviamo sul marciapiede con i vigili del fuoco già sul posto e iniziamo a fare la conta: manca solo quella del secondo piano. Dal pian terreno portano un paio di sedie per far accomodare le più anziane. La Mater resta con la vedova del primo piano, tenendole le mani sulle spalle per tranquillizzarla; io afferro il telefono e chiamo Katia per avvisarla che potrei tardare un po’ al nostro appuntamento serale di visione di serie tv e roba su YouTube. La prima cosa che mi esce è una risata isterica che fa agghiacciare anche me. Giro l’angolo mentre le racconto in breve cosa succede perché improvvisamente sono fuori dalla grazia del Signore. Con tutto che non ho avuto paura sul momento e non sembra esserci nulla di davvero pericoloso.
Riattacco, mi assicuro che la Mater e la vedova stiano bene, mi avvicino ai canadesi del terzo piano perché, in tutto quel casino, col cavolo che mi lascio sfuggire l’occasione di parlare (e snarkare) in inglese. E perché, essendo i penultimi arrivati, si trovano in disparte e la cosa mi dispiace. Gli ultimi arrivati del palazzo sono quelli del pianterreno e hanno fornito le sedie, quindi almeno non sono esclusi.

Il nostro tossico ovviamente importuna i passanti curiosi che casualmente hanno da portare a spasso i cani proprio qui, chiedendo loro se hanno sigarette. Quando quello del terzo piano commenta che sente di nuovo odore di bruciato, io ribatto: “Yeah, well, somebody’s smoking. The irony. And the nerve.” facendo ridacchiare la moglie. Mi becco volentieri i complimenti per il mio inglese, ripercorriamo la mia carriera scolastica, scopro che lei aveva considerato di studiare a Trieste alla mia stessa facoltà, e intanto chiedo conferma ai pompieri che quella del secondo piano stia bene. Sì, per fortuna.
Ogni tanto mi avvicino anche alla Mater e alla vedova per vedere come stanno. La vedova ha freddo. Io poggio le borse, mi levo la giacca e gliela poggio sulle gambe, un po’ già pregustandomi i complimenti.
Si fa circa mezzanotte quando ci danno il via libera per tornare a casa; per fortuna la Mater si è fermata a fare pipì prima di uscire, e onestamente non l’ho nemmeno sgridata per quello perché immaginavo ne avremmo avuto per un po’.
 
Ringraziamo i pompieri, riaccompagniamo la vedova al primo piano, disseminiamo “buonanotte” ai vicini intorno a noi, torniamo a casa, spalanchiamo tutte le finestre, la vedova chiama e ringrazia tantissimo sia la Mater sia me: ecco i tanto agognati complimenti. Mi sento generoso e mando un WhatsApp al Guasto per dargli io la notizia e rassicurarlo sul fatto che noi stiamo tutti bene e la casa non ha subito danni, non si sa mai che finiamo sulla Nuova e lui legga. Chiamo Katia, le racconto e mi accorgo che inizio a tremare e sentirmi esausto: l’adrenalina è calata e sta subentrando lo shock.
Shock per cosa non lo so, visto che non ho visto le fiamme ed ero sempre consapevole che il pericolo fosse relativamente basso. Ma mi guardo intorno, vedo i miei pupazzi, i CD, i libri, l’armadio con i vestiti, tutte le cose che avrei perso se l’incendio si fosse propagato. Forse è la puzza pervasiva di bruciato, che si attacca a tutto e non lascia tregua anche ora che l’aria è tornata tecnicamente respirabile.
Forse, concludo, anche se è stato piccolo, è pur sempre stato un incendio, e gli incendi sono eventi intrinsecamente traumatici. E poi io sono un Tyrell: sono piuttosto suscettibile alle fiamme.
La battuta migliore, però, l’ha fatta Katia quando le ho detto che tutto è partito dal tossico che cucinava.
 
Ma stava cucinando cibo o crack?

Ha poi concluso che, visto che come inspiravo i fumi scoppiavo a ridere, probabilmente era la seconda. E, in tutto ciò, io rosicavo perché l’unica volta che avrei avuto ragione a insospettirmi per la puzza di bruciato non l’ho fatto. Mannaggia.
 
In questo momento sono esausto. Fisicamente esausto. Anche mentalmente: non ho avuto problemi a guardare Midnight Mass, ma ora non riuscirei, ad esempio, ad ascoltare musica o leggere o giocare a The Sims 4. Sto scrivendo più che altro per buttare fuori questo groppo di emozioni la cui natura non ho nemmeno compreso io stesso, e che si sono affastellate rapidamente quanto in sordina per tutta la sera.
Però adesso posso dire di essere sopravvissuto a un incendio. Non male, per un Tyrell.