Saturday, 23 June 2007

Vacanze Lottiane

Sì… lo so, avrei dovuto postare prima. Ma ieri ed avantieri sono stato davvero super-occupato fra bagagli da disfare, regali da consegnare, per non parlare poi di DeviantArt e Lot… Non riuscivo proprio a trovare l’ispirazione per postare. E adesso, con un po’ di calma, mentre uno dei miei burattini se la spassa in Rocca, vedo di raccontare un po’ che cosa è successo mentre stavo a spasso per l’Italia.

In primo luogo, questo è stato senz’altro il viaggio più lungo in termini di tempo e kilometraggio che abbia mai fatto da solo. E, per molti versi, il più divertente. Direi che potrei definirle “Vacanze Lottiane”, dato che ho girato da un amico lottiano all’altro.
Ma andiamo in ordine.

La prima tappa è stata Port’Ercole, da Giulia e Edu. Vi ho trascorso quasi una settimana, sebbene due giorni sia stato altrove. Port’Ercole mi è piaciuto non poco (a parte che il 99,9% della popolazione fuma e la mia voce è andata a farsi benedire – anche per merito del concerto), e gli amici di Giulia molto simpatici. Tralasciando il fatto che, appena arrivato, ho subito iniziato a portare sfiga al posto (arresti per coltivazione di marja, problemi famiglia-fidanzati, raffreddori e quant’altro). Fortunatamente, sono riuscito a scamparmi il mare che Giulia e Edu avevano programmato per me. Sfortunatamente, ho comunque preso un po’ di colore. Ma non è questo il punto.

La terza tappa del mio viaggio (la seconda è stata Pisa, di cui ho già parlato) è stata Roma. Lì avevo diverse faccende burocratiche da sbrigare al Consolato Bielorusso, e fortunatamente con me c’era Ilaria. Ella mi ha accompagnato nelle lunghe peregrinazioni alla ricerca del Consolato, che mi era stato detto essere in tutt’altra via. Ma, d’altronde, la colpa è del comune di Roma: il consolato è in Via delle Alpi Apuane, che sta vicino a Via Nomentana. Ma vicino alla Nomentana c’è anche Via delle Alpi, e ci passano vicino esattamente gli stessi autobus. Indotta in errore da questi dettagli, la Mater mi ha segnalato Via delle Alpi, pensando che “Apuane” fosse stato omesso per mancanza di spazio sulla cartina, e così io e Ilaria abbiamo girato mezz’ora prima di trovare informazioni su dove si trovasse la dannata via, smadonnando ad ogni passo e proclamando la nostra eterna adesione alla Coalizione Anti-Màm. Abbiamo chiamato anche il Consolato, e la tipa ci ha detto che dovevamo arrivare in Piazza Sempione e passare sotto un arco. Peccato che di archi ce n’erano una dozzina buona e, prendendone uno a caso, abbiamo allungato ulteriormente (la zona in questione non si trovava sulla cartina che avevo, quindi giravamo alla cieca). Una volta trovato il consolato, abbiamo messo radici in attesa di esser ricevuti, ma alla fine abbiamo consegnato tutti i documenti per fare i visti, che avrei dovuto ritirare una settimana dopo.
Dopo il consolato, abbiamo preso l’autobus per arrivare a Piramide, con l’intento di fare qualche foto al Cimitero Acattolico. Indovinate un po’? Qualche fottuto albero ha avuto la geniale idea di cadere qualche giorno prima, e il cimitero era chiuso perché stavano sistemando. Altre madonne tirate giù. La giornata romana ha avuto altri contrattempi, finché non sono tornato a Port’Ercole e ho avuto un po’ di requie.

La tappa successiva è stata Padova. Sorvolando sui vari ed immancabili ritardi di Trenitalia (si possono aprire le scommesse ogni volta su quanto tarda), arrivato alla stazione ho trovato ad attendermi Giulia, Ale e Cri. Sorvoliamo anche qui su alcuni dettagli, e limitiamoci a dire che la Ale è dovuta andare via presto, mentre Giulia e Cri mi hanno accompagnato all’ostello, ove ho prenotato la stanza e scaricato la roba. Fatto ciò, ci siamo recati in “Punk Zone” a trovare gli amici di Giulia. Essendo abituato a vivere in mezzo ai tamarri, trovarmi in un oasi di puro metallo è stata un’esperienza esaltante. La sera sono stato invitato a cena a casa di Giulia, e successivamente riaccompagnato in ostello. I due giorni successivi sono stati dedicati in ordine a shopping e foto. Ho comprato un nuovo braccialetto con le borchie, una catenina di teschi per i jeans, due paia di guanti (corti a rete e lunghi a righine nere e rosse), un album di illustrazioni e due numeri di Fairy Cube di Kaori Yuki, nonché Nana di Ai Yazawa, ed il giorno dopo ho fatto le foto della serie di Whisper ed altre in giro per Padova, che potrete trovare nella mia Gallery di DeviantArt.

Sabato, invece, è stato occupato dalla visita a Verona da Bina e Jack. Quasi una mini-rimpatriata dei Du Miroir. Con Fratè e Sorè abbiamo fatto un giro, siamo saliti sulla collina e abbiamo fatto un paccone di foto. Mi sono divertito molto, e ho scoperto la prima coppietta con cui trascorrere il pomeriggio non è irritante (forse perché oltre che da modello ho fatto anche il fotografo e ho approfittato delle loro effusioni per rimpinguare la sezione “Romantic” della gallery di Bina). Poco prima dell’ora di partire, abbiamo iniziato a progettare una cosa per il prossimo inverno: un raduno dei Du Miroir durante le vacanze natalizie. Speriamo bene.

Ultima tappa è stata di nuovo Roma. Stavolta, ad attendermi c’era Luana. Con lei ho sbrigato le incombenze quali ritirare i documenti al consolato e fare i biglietti per il traghetto, poi mi ha invitato a casa sua, dove ho trascorso la notte. Ho approfittato della sua Jacuzzi (è una bomba!) e il giorno dopo abbiamo fatto un servizio fotografico a Villa Borghese. Il cimitero era ancora chiuso per i maledetti alberi, per cui lì è saltato. Il ritorno a Civitavecchia è stato un’agonia perché il treno si è fermato a Roma Nomentana per un guasto alla linea, ma alla fine me la sono cavata e sono riuscito a prendere la nave. Questa è stata la conclusione del viaggio.

Saturday, 9 June 2007

Evanescence live @ Metarock

Sto connesso dal PC di Giulia (baciotto) con i postumi del concerto degli Evanescence, includenti sonno smisurato e voce inesistente. Diciamo che definirlo il miglior concerto cui ho mai assistito è un eufemismo.

Il Metarock è iniziato alle 5 del pomeriggio presentando una sfilza di gruppi semi-sconosciuti o esordienti fino alle 7 circa, alcuni bravi che spaccavano, altri un po’ meno. Di questi, gli unici che conoscevo erano i The New Story. Sono bravini, e la pronuncia inglese molto inflessa del cantante gli può essere tranquillamente perdonata in virtù del suo bel viso e delle idiozie che ha sparato fra una canzone e l’altra con effetto particolarmente comico. L’unica canzone loro che conoscevo, però, era una cover di Thorn di Natalie Imbruglia.

Dopo i TNS, c’è stata una lunga pausa di allestimento per l’ingresso dei Verdena, durante la quale ho fatto un po’ di conoscenze fra il pubblico. I Verdena, che sono arrivati alle 9 e un quarto (pure in ritardo) sono stati… un agonia? Diciamo che non mi sono piaciuti. Cioè, non al punto che se sento una loro canzone in radio cambio stazione, ma di certo non riuscirei a sopportare un intero album tutto di fila. Il pubblico era al 97% defunto durante la loro performance, e solo pochi fedelissimi cantavano. La loro interazione col pubblico era minima. Per quanto riguarda i membri del gruppo, la bassista era ancora passabilmente brava, il batterista ha spaccato una bacchetta mentre suonava, mentre il cantante era praticamente anonimo, sia come voce, sia fisicamente. Se lo incontrassi per strada, con tutta probabilità nemmeno lo riconoscerei (e forse è meglio così).


Tuttavia, la snervante attesa dei Verdena è stata ampiamente ripagata da quel che c’è stato dopo. Alla fine dell’allestimento del palco (telo bianco con la E contornata dai rovi, due teli più piccoli con i simboletti del booklet di The Open Door), le luci si sono spente ed è entrata la band. Dopo una breve intro, è partita Weight Of The World, seguita a ruota da una selezione dei brani più noti o fighi. Quelli che mi hanno maggiormente impressionato sono stati Whisper con un’intro da film horror, Bring Me To Life completamente riarrangiata, Imaginary nel cui bridge non solo Amy suonava la tastiera oltre che cantare, ma Will ha pure improvvisato una parte nuova di batteria, e l’ultimo pezzo del concerto, Your Star, che mi ha veramente dato i brividi (oltre che per miracolo di Santo Dorian Gray sono riuscito a cantare decentemente tutta la seconda voce nonostante le corde vocali massacrate.

I due nuovi membri, Troy alla chitarra e Will alla batteria, sono davvero geniali. In particolare, il secondo ha riarrangiato la batteria di molti pezzi tirando fuori delle cose davvero spettacolari (ed è pure un bel ragazzo). Questo concerto avrebbe meritato di finire su un DVD molto più di quello dello Zenith di Parigi del 2004 (sebbene sia sciocco comparare tali eventi poiché c’è stata una notevolissima crescita della band). Per non parlare, poi, del fatto che Amy è stata davvero carina con il pubblico, definendo i fans italiani come i migliori in assoluto al mondo (per merito del nostro fanclub ufficiale che è una bomba) e dedicandoci ben due canzoni nell’encore, (la seconda delle quali è stata la tanto attesa, da me, Your Star). Ancora una volta, oltre ai regali ricevuti dal fanclub al meet & greet – cui, stavolta, non ho partecipato: non ho una mongolfiera al posto del sedere, purtroppo - deve essere stato davvero gratificante sentire il pubblico che cantava dall’inizio alla fine, e il tifo da stadio che ha intervallato le canzoni (a proposito, geniale la scena in cui: Pubblico: “Amy! Amy! Amy!”, e lei: “Pisa! Pisa! Pisa!”). Nel complesso, ho apprezzato questo concerto più di quello di Milano, e ho notato che, sebbene siano trascorsi meno di 7 mesi, la band è riuscita a migliorarsi ancor più di quanto non fosse allora, la tecnica di Amy è diventata ancor più impeccabile (l’altra volta aveva un po’ steccato la fine di Lacrymosa, stavolta l’ha eseguita alla perfezione), i nuovi arrivi hanno portato una ventata di novità interessanti.

E a proposito di nuovi arrivati, o meglio, di ex-tali, il mio “protetto” Tim sembrava essere più a suo agio: alla fine del concerto non è rimasto da solo addosso ad una transenna. Che finalmente abbia capito che lui è il bassista degli Evanescence e non un pinco pallino raccattato per strada? Tim, you rock!

Wednesday, 6 June 2007

Seduto sui bagagli

Sono pronto a partire. Ormai mancano solo poche cose da fare, come preparare i panini, infilare le ultimissime cose nel bagaglio… scrivere il post relativo! Ok, in verità, sto solo cercando di tenere il mio cervello impegnato, dato che le ore immediatamente precedenti un viaggio mi snervano, mi fanno proprio morire. Una volta sulla nave (perché anche il pullman mi mette l’ansia, quando poi ho delle coincidenze), mi passerà tutto. Ma ora ho lo stomaco bloccato e il cuore stretto in una morsa.

Questo è il mio rapporto ambiguo con i viaggi. Da una parte, adoro viaggiare, ma da come ne parlo e mi comporto i due giorni immediatamente prima, sembra che sia qualcosa che detesto fare. Anche se il programma si prospetta molto interessante, come di certo è questo: permanenza a Porto Ercole da Giulia e Edo, concerto degli Evanescence a Pisa, viaggio a Roma per portare alcuni  documenti e incontro con Ila, poi Padova a trovare Cri, l’altra Giulia, e spero di riuscire a combinare un incontro anche con Jack e Bina. La Ale resta un punto interrogativo.

Per questioni di tempo, temo che dovrò rinunciare alla parentesi milanese, ma questo potrebbe portare ad un viaggio a sé, il che non è male.

Non sono molto in vena di scrivere altro. Aggiungo solo che mi sto portando, per ogni eventualità, Fallen degli Evanescence appresso, nel caso – poco probabile – che il mio sedere mi permetta di vincere un altro pass per il Meet & Greet. Ma dato che non si può mai sapere…

E questo è quanto. Se siete lettori assidui, ogni tanto buttate uno sguardo, perché cercherò di aggiornare quando mi si presenterà l’occasione. Se siete lettori assidui che sto per salire a incontrare… beh, allora a presto!

Saturday, 2 June 2007

Fine maggio

Di nuovo un’assenza prolungata. E non va assolutamente bene.

Sono esausto. La fine dell’anno è terribile, come sempre, perché mi alzo con la consapevolezza che andrò a scuola per non fare nulla 5 ore. In più, mi sono reso conto (dopo due quadrimestri) che quando so di dovermi alzare presto la mattina dopo, non riesco a dormire, o dormo malissimo e non riposo. Ciò spiega le occhiaie onnipresenti.
Come se non bastasse, oggi ha ripreso a fare un tempo oscenamente schifoso, con un caldo bestiale, l’umidità e un sole che riduce in cenere, dopo due giorni di aria fresca, vento forte che consentiva ai miei capelli di essere lisci e lucenti (portando via l’umidità) e nuvole grigie.
L’unica consolazione che possa riempire le mie mattinate di tedio è la lettura. Sono rientrato nel tunnel di Dorian Gray e come al solito non ho intenzione di uscirne.

Per il resto, ieri ho comprato il biglietto per il traghetto. Solo andata, perché il ritorno è in data da destinarsi. L’unica certezza sono i primi 7-8 giorni, che trascorrerò a Port’Ercole. Per il resto, ho scoperto che a Padova c’è un ostello della gioventù, il che mi ha decisamente tolto un peso. Perché a Padova ci vado indipendentemente da tutto quello che è successo con Alessandra. Ho altre due persone da andare a trovare. Ho la Certosa da visitare e in cui farmi delle foto. E ho qualcosa che non voglio riportare indietro.

A proposito di ciò, oggi sono decisamente dell’umore di sfilarmi un paio di spine del fianco e di curare le due ferite infette. La prima riguarda ovviamente Alessandra. Sono troppo stanco per andare dietro ai suoi capricci. Se non glie ne frega nulla, nessuno la trattiene. Mi sono sforzato di appianare la questione, ma senza risultato. La mia pazienza non è eterna, senza contare che sono molto fuori allenamento e mi stanco presto di correre. Anche dietro alle persone che scappano.
Non riesco più a credere alla frase “mi dispiace per quello che entrambi vi perdete”, e non ho voglia di impegnarmi a farlo. Sono troppo amareggiato per vedere ancora del buono in lei.

La seconda spina che mi tolgo è quella con la D incisa sopra. Può darsi che il fatto che ora l’intera situazione mi nausei dipenda dal fatto che ci ho litigato lo stesso giorno che con la Ale, ma semplicemente fantasticare in quel senso mi disgusta. Nello stomaco ci sento un peso, non le farfalle. E mi sono accorto che non entro più in panico se non clicco su quel nick multicolore. È probabile che si sentirà un Gloria in Excelsis se la persona in questione leggerà queste righe, ma semplicemente mi è passato tutto. Credo di essere pronto ad uscire dalla fase di amicizia frustrante per entrambi e tentare un’amicizia più matura.

Ora come ora, non ho voglia di pensare a nulla, quindi credo che mi butterò un po’ su Lot (dove ho regolarizzato i vari PG multipli) e mi occuperò un po’ dei vari annessi.

Sunday, 27 May 2007

Felicità?

Spero di non spaventare nessuno: sono di ottimo umore.

Lo so, c’è da aspettarsi, come minimo, l’Uragano Katrina, per questo evento così raro da necessitare di essere scritto sugli annali della Repubblica Italiana. Ed il meglio è che non c’è nemmeno una vera ragione, sono allegro senza motivo. O forse, sono allegro per una serie di piccole cose che, messe assieme, riescono a far levitare il mio umore.

Primo fra tutti: è uscito il nuovo singolo dei Nightwish, con la nuova cantante. Finalmente ho potuto sentire la voce di Anette Olzon, e devo dire che è piacevole. Evito di paragonarla a Tarja Turunen perché sono due voci completamente diverse. La canzone è carina pur essendo una ballata molto tranquilla, cosa che ai Nightwish di solito non viene bene.

Secondo: ho appena scoperto un dettaglio non irrilevante: al MetaRock Festival di Pisa, fra i gruppi interessanti, oltre agli Evanescence sono annoverati anche i 30 Seconds To Mars. Il che significa... Jared Leto! Il quale non è da buttare via, assolutamente. Non me l’aspettavo, e so già che farò l’invidia di Bea e di Bina. Con tutta probabilità, andrò a stare a Porto Ercole da Giulia, faremo una capatina a Roma e riceverò una piastra in dono. Mica male!

Stamattina sono andato a votare, e sono stato il primo della sezione. Anche se è una cosa estremamente sciocca, la mia vanità è stata appagata. Essere il primo della sezione durante il mio primo voto ha un suo fascino. Ho votat0 come mi sentivo e per il partito che ritenevo migliore. Svincolato dai preti, e che non difende la famiglia da cose che non la minacciano, ma pensa di difenderla dalle vere minacce, come l’incertezza di un lavoro, di una casa e tutte le altre cose che fanno pensare non due, ma duemila volte a mettere su una famiglia. La legge Biagi minaccia la famiglia molto più dei PACS o i DICO. In tema di votazioni, ovviamente la scuola è chiusa sino a mercoledì, quindi mi godo la pacchia a casa.

Che altro aggiungere? Mi godo l’inaspettato ottimo umore senza che nulla, nemmeno l’afa, possa guastarlo. Nemmeno pensare a certe persone riesce ad amareggiarmi o farmi rattristare. Ad una di esse penso con frequenza sempre minore, non so come, ma è decisamente un bene. L’altra la tengo sospesa, rimando il problema, lo rimuovo. Ma non me ne occuperò oggi.

Oggi sono felice.

Non c’è bisogno di aggiungere altro.

Thursday, 24 May 2007

Compleanno – Pt. 2

Avrei dovuto scrivere avant’ieri sera, ma avevo altro per la testa.

Il pomeriggio del mio compleanno è stato qualcosa di assolutamente memorabile, e, stranamente, in senso positivo. Dopo la malinconia dell’ora di pranzo, ho cercato di tirarmi su nella prospettiva del viaggio a Sassari. Mentre mi recavo al centro commerciale dove avrei dovuto comprare il regalo, ho ricevuto una chiamata di Giulietta, che si è interrotta solo all’ingresso di MediaWorld, già nella galleria di negozi. Una volta dentro, come prima cosa, la Mater mi ha detto (non senza una mia certa sorpresa, visto ch la cosa era un po’ in forse per via del possibile viaggio in Bielorussia) di andare al bancone a comprare il biglietto per il MetaRock Festival di Pisa. La cosa equivale a: vedrò di nuovo gli Evanescence live.

Seconda nota di merito del pomeriggio: mentre attendevo la commessa che, firmato il documento, mi avrebbe consegnato la scatola dell’iPod, ho visto un iPod nano collegato ad una cassa, che riproduceva My Last Breath degli Ev. E così, quando poi si è passati a Ligabue, ho, con tutta la naturalezza del mondo, selezionato dall’elenco degli artisti gli Evanescence e sono partito con Lacrymosa. E così la mia attesa è stata allietata dalla voce di Amy. Comprato l’iPod, mi è venuto in mente, già che ero lì, di andare a chiedere se era possibile ordinare i DVD dell’ottava stagione di Streghe. C’è da aprire una digressione in proposito: a metà marzo avevo ordinato il cofanetto presso Grishenko, che è un negozio sempre della Galleria Auchan, da cui avevo comprato la prima stagione e dove avevo ordinato le successive. Prima, c’era una commessa molto carina e simpatica, sempre pronta a dare una mano ai clienti, che si preoccupava di fare le ordinazioni e di sollecitare se la merce tardava ad arrivare. Ma quando andai a ordinare, notai che c’era una nuova tipa con la puzza sotto il naso che tenne le braccia incrociate davanti al petto senza muovere un dito per tutto il tempo della nostra permanenza, ed un tipo che fece tutto con un’irritante aria di sufficienza. Il fatto sta che nel periodo successivo ho spesso telefonato per chiedere loro se i benedetti DVD arrivavano. Ogni volta, riattaccavo dopo la promessa che avrebbero sollecitato. Dopo un mese e mezzo, sono andato per ritirare l’acconto e disdire l’ordinazione. E sebbene i fornitori non volessero mandarli, chissà perché da Mediaworld c’erano. Chissà.

Dopo gli acquisti elettronici, sono passato alla libreria del centro commerciale a curiosare e ho comprato un paio di libri interessanti. Dopo tutto questo shopping ero carico di buste e bustine, un po’ in stile Julia Roberts in Pretty Woman. Così, passando davanti alla vetrina di Grishenko, ho deciso di prendere in prestito una scena del film ed essere un po’ maligno.
Entro:
“Buona sera.”
“Buona sera.”
“Si ricorda di me? Ero venuto molto tempo fa per ordinare i DVD di Streghe.”
Sorrisetto ironico. “Sì, ricordo. Vuole rifare l’ordinazione.”
Sorriso maligno. “No, in verità volevo solo suggerirle di cambiare fornitore. Il cofanetto che da voi non è arrivato neanche dopo un mese a MediaWorld c’era già da tempo. Sono stato stupido an non andare subito là.”
Sguardo fra il torvo e l’imbarazzato. “Eh… Ma noi…”
Sorriso ipocrita e falsamente mieloso. “Su, non se la prenda, non è colpa sua: la professionalità o la si ha, o non la si ha, non la si può inventare. E ora mi scusi, ho altro shopping da fare.” Mi giro ed esco, identico a Julia Roberts.
Dopo esser uscito dal centro commerciale, ho richiamato Giulia, e ho preso accordi per Pisa: probabilmente starò da lei sia per la sera del concerto, sia per i giorni successivi, così inizierò il mio tour del centro-nord Italia da lei. Il resto dell’itinerario è in costruzione.

La sera ho avuto qualche scazzo col PC, tanto per cambiare, col risultato che ho ancora l’iPod a secco. Driver qua, driver là, installazioni che non vanno, musica sul PC, iPod che fa la muffa. Ma nella mia neo-maturità (?) so bene che aspettarsi che una giornata vada bene per intero è semplicemente utopia, ho deciso di raccontare su MSN com’è andato il pomeriggio per ricordarne la parte bella.

E questo è quanto. Ora cercherò una soluzione per l’iPod e... pace. Al PC nel complesso penserò un altra volta.

Tuesday, 22 May 2007

Diciotto

È quasi ironico che ieri, il mio ultimo giorno da minorenne, abbia trascorso il pomeriggio a sistemare un DVD da masterizzare per la Mater. È ironico perché il DVD conterrà un cartone animato russo che, durante la mia infanzia, mi faceva morire dalle risate. Così, ho trascorso quello che era l’ultimo giorno della minore età in una sorta di collegamento con l’infanzia. Solo che ci sono molte differenze da allora ad oggi. La fanciullezza ha tutto il tempo del mondo. La maggiore età non lo ha. E ieri questo pensiero mi ha soffocato tutta la sera. Se quella cosa che striscia lentamente con i piedi di piombo per Dorian Gray si era fermata precipitandolo nel baratro della disperazione, dopo che aveva ucciso Basil Hallaward e aspettava Alan Campbell per far sparire le prove, non posso dire lo stesso per me. Improvvisamente, mi sono svegliato in un mondo diverso. Non che io mi senta cambiato. È cambiata solo la consapevolezza che ormai quel futuro incerto da cui ero solito distogliere il pensiero è ora ad un solo passo, assieme a quel cattivo, perfido mondo da cui fin’ora sono stato, nel complesso, protetto. E non posso fare nulla per fermarmi. Sento che il tempo corre.

Ho concluso i 17 pensando a qualcuno cui non avrei dovuto pensare sulle note del ritornello di The Cross dei Within Temptation. E a mezzanotte precisa, lo schermo del mio cellulare ha iniziato a lampeggiare. Giulia mi ha chiamato puntualissima per farmi gli auguri. E mi ha fatto immenso piacere. Dopo di che, dato che avevo l’avviso di chiamata attivo e ogni tre secondi mi arrivavano chiamate da Luana, ho riattaccato, ho risposto a lei, ho ricevuto gli auguri anche dalla madre, e ho staccato. Indi, di nuovo Giulia. E, tra una cosa e l’altra, si è fatta l’una e mezza.

La mattina è iniziata abbastanza bene, con gli auguri della Mater, poi scuola, gli auguri dei compagni, e il terzo numero di Nana di Ai Yazawa gentilmente prestato da Beatrice che ho letto alle prime ore. Le ultime due sono state occupate dal Ritratto di Dorian Gray, che leggo sempre con sommo piacere. Ora sono alla seconda parte, quella in cui troviamo Dorian maturo e corrotto. Leggere dei pettegolezzi che serpeggiano su di lui, notare quei sottintesi che a prima vista non si vedono, sono tutte cose che mi danno dei brividi illeciti. Dopo di che, ho anche interrotto per qualche minuto la lettura a causa della necessità di ricamare un po’ sopra l’intimità sorta fra Dorian e Alan, immaginando come questa sia iniziata (con un risultato simile alla scena del pianoforte di Pretty Woman in versione yaoi). Mi è arrivato un SMS di auguri che mi ha fatto piacere, seguito dalla puntualizzazione che era, in pratica, solo frutto del dovere, che mi ha abbastanza amareggiato. Ma d’altronde che posso farci? Me ne occuperò domani, o dopodomani, o quando sarà. Ora, gli auguri su MSN.

Comunque, se escludiamo la chiamata di Giulia che mi ha tenuto di buon’umore durante la prima ora e mezza, devo dire che questi 18 anni sono principiati sotto un velo di malinconia. Non posso dire di essere felice. Ho una profonda inquietudine per quello che sarà ora della mia vita, ormai so per certo che il tempo dei giochi è finito. Ma, anche di questo, penserò domani. Assolutamente non oggi. Oggi voglio solo andare a Sassari, comprarmi l’iPod nuovo e godermi quello che dovrebbe essere un giorno di Giubilo in tutto il Regno.

Grazie a tutti per gli auguri che mi sono arrivati e per quelli che ancora arriveranno.

Sunday, 20 May 2007

Il primo post di politica

Elezioni comunali del 27-28 maggio. Alghero è tutta un’enorme campagna elettorale, con muri tappezzati di manifesti, tappeti di santini sui marciapiedi che volteggiano nell’aere ad ogni soffio di vento, cassette postali che ci fanno sembrare tutti in vacanza da mesi perché sono intasate di volantini e di lettere di amici improvvisati che ti promettono taaaaante cose.

Quest’anno voto. Compiendo gli anni il 22, divento elettore per il rotto della cuffia (e dovrò correre a cercare la mia tessera elettorale, perché conoscendo mia mamma notoriamente di sinistra, l’attuale giunta di destra non si scomoderà di certo...). Conseguentemente, mi sto interessando alla politica locale, sebbene il campanilismo mi lasci leggermente disgustato e le alleanze sottobanco mi deludano. Comunque, ho trovato un modo per superare il mio (a detta del prof di lettere) “dannosissimo” qualunquismo e decidere chi sono i meno peggio: di certo non voterò la destra, dato che sono tutti lecca-preti, e nemmeno i voltagabbana che hanno cambiato 9 partiti (non è un’iperbole). Escludendo anche l’ala ex-democristiana della sinistra, mi restano i comunisti. Quelli almeno sono laici e coerenti (la coalizione un po’ meno, ma loro meritano).

A questo proposito, oggi, dopo le sessioni fotografiche con la Mater, il cui risultato è stato pubblicato sulla
mia gallery di DeviantArt, mi sono precipitato al comizio del partito. No, non potevo proprio perderlo dato che una dei due onorevoli ospiti sarebbe stata niente meno che... [Rullo di tamburi] Vladimir Luxuria!
Personalmente, prima di oggi è sempre stata una persona che mi affascinava, perché, nonostante sia “transitata” fra le donne, è l’unico politico con le palle. Perché in un parlamento di ipocriti attaccati alle poltrone, è l’unica che non si nasconde dietro un dito e si mostra per quello che è. Devo dire che dopo oggi, la considerazione che avevo di lei è
notevolmente aumentata.

È una persona estremamente intelligente, di grande cultura, ironica, spiritosa e, soprattutto, brillante. “Brillante” è l’aggettivo giusto, poiché non è il solito politico che si imbroda nella retorica per sviare l’argomento, che fa demagogia cavalcando i problemi di turno, che si interessa delle proprie idee solo in campagna elettorale. Lei è veramente preparata sugli argomenti che ha esposto, e, per ovvi motivi, sente davvero la sua “missione” e lotta per essa, non per restare appiovrata ad una poltrona.


Dopo essere stata accolta da uno scrosciante applauso ed intervistata dalle tv locali, più e più volte ha stuzzicato la nostra ilarità con pungenti battute che non risparmiavano né l’opposizione, né la maggioranza. Diceva le cose come andavano dette senza peli sulla lingua, ma senza essere né offensiva, né volgare.
Una delle sue uscite più geniali è stata: “Ma non crediate che io sia il solo trans, nella politica italiana. Perché almeno, io ho transitato una sola volta, da uomo a donna. Invece, ho notato che qui c’è stato l’UDEUR che è transitato diverse volte, dalla coalizione di centro-destra a quella di centro-sinistra per le primarie, ed ora è di nuovo col sindaco  come si chiama? Tedda?” (In realtà sarebbe Tedde. La A finale ha aggiunto un tocco molto transitante!)

Ed è anche stata ammirevole quando ha detto che sì, sosteneva il candidato Curedda, ma a patti che questi introducesse il registro delle unioni civili. È stata una mossa molto astuta.

In tutta onestà, all’inizio ero andato semplicemente a sentire un comizio. Alla fine, volevo assolutamente conoscere e ricevere un autografo dall’OnorevolA. Così mi sono avvicinato, ho atteso pazientemente il mio turno e mi sono fatto firmare un biglietto da visita della Mater (sopraggiunta nel frattempo). Mente le stringevo la mano, ho inoltre rimarcato il fatto che la ritenevo una donna capacissima e di grande intelligenza. La Mater, dal canto suo, ha fatto anche di meglio: mentre si stringevano la mano, l’OnorevolA ha notato la fede sarda in argento che sbriluccicava al dito della Mater, e l’ha ammirata. Senza esitare, la Mater l’ha sfilata e ha subito cercato di donarla ad una titubante ed imbarazzata Vladimir, che alla fine, incoraggiata anche dal fatto che gli altri astanti le dicevano che era una fede sarda e che le avrebbe portato fortuna per trovare l’amore in Sardegna, ha accettato, in modo che la Mater è riuscita ad infilargliela al dito. Dopo un breve colloquio con uno dei candidati, siamo tornati a casa, ove ho provveduto a preparare alcune delle foto alla pubblicazione. Il foglietto autografato, ora, troneggia sul comò, ed è il segno tangibile di un nuovo inizio. Perché ora, ho trovato un ideale politico anche io, ovvero la difesa di un principio sancito dalla stessa costituzione: l’uguaglianza di tutti i cittadini, e l’eliminazione degli ostacoli ad essa.

Saturday, 19 May 2007

E Wilde ci azzeccò di nuovo…

Più passa il tempo e più le donne che, ai miei occhi, esulano della definizione di “sesso decorativo” diminuiscono. Perché ovviamente, invece di dirmi perché è tanto incazzata, si rende irreperibile.

Mi fa incazzare che solo perché le voglio bene non la posso mandare a fare in culo. E mi fa incazzare che anche in questo caso Wilde abbia ragione.

Wednesday, 16 May 2007

Errori postali...

Chi non gioca a Lot questa non la può capire. Apina Simy, tieniti forte, perché questa è degna del club degli Scissor Sisters!

Convintissimo che a scrivermi che era depressa fosse stata Vypera, io rispondo tranquillo, e la conversazione scivola sul discorso “primo bacio”. Alla seconda missiva che mi arriva, perplessa, rispondo:


Ma sì, il primo bacio, hai presente?
Sai, la prima volta che ti infilano la lingua in bocca…


Non era Vypera.
ERA VILIDIA!!

Lot, li 15/05/2007 22:32
Questa la conservo... HUAHUAHUAHUA XD

Sì, insomma. Vilidia, grandissima giocatrice con pg Vampiro nonché capa dell’Accademia delle Razze.
Chi gioca a Lot capirà che genere di figura ho fatto, data la persona coinvolta.