Friday, 15 December 2006

Le Due del Pomeriggio – Un Mese Dopo

Esattamente un mese fa, a quest’ora, ovvero il 15 novembre alle 14:00, iniziavano le uniche quattro ore di vita vera che abbia mai provato nel corso dei miei 17 anni di vagabondaggio su questo mondo. E ricordo ancora tutto come se stesse accadendo in questo momento.

Ecco, ora ti scorgo dall’altra parte del viale che cammini, sei di spalle. Io attraverso di corsa la strada, e chiamo un po’ insicuro il tuo nome. Tu ti volti, mi vedi e chiami il mio. Mi corri incontro, io faccio altrettanto, e subito mi butto fra le tue braccia. Ecco, ora la Giulia ci raggiunge, fate le presentazioni, lei si lamenta che l’ho fatta correre. Io ti faccio una domanda, un po’ timidamente, tu annuisci, e subito le mie labbra carezzano la tua guancia. Sorridiamo, ci prendiamo per mano e andiamo verso la stazione della metro, la Giulia che parla incessantemente e noi persi nella beatitudine della reciproca presenza.
Ora stiamo scendendo le scale. Volto il capo per osservarti, ammiro la tua bellezza. Sono felice, felice come mai prima. Un rapido sguardo alle tue labbra, oggetto del desio delle mie. Ma attendo. Attendo il momento giusto in modo che sia qualcosa che ricorderò sino alla Morte.
Ecco, dopo una corsa all’edicola della stazione per comprare il biglietto siamo sulla metro. Programmiamo il pomeriggio: a Milano Centrale per comprare il mio biglietto del treno, poi da Sin Factory, e poi si vedrà. Arriviamo alla stazione, e faccio la fila per il biglietto abbracciato a te. Mi parli delle tue insicurezze, io ti dico che ti capisco. La Giulia parla, ma non ricordo di cosa… In questo momento, quattro dei i miei cinque sensi sono occupati solo con te. La tua bellezza che stupra la mia vista. La tua voce che rapisce il mio udito. Il tuo profumo che inebria il mio olfatto. La tua pelle che sazia il mio tatto. Ed il gusto che ancora languisce.
Adesso stiamo uscendo dalla stazione. Ci guardiamo intorno in cerca del tram che dobbiamo prendere. Io e te ci teniamo sempre per mano. Ci avviciniamo alla biglietteria, il tipo ci indirizza dall’altra parte della piazza. Il bus sta arrivando, saliamo subito e prendiamo posto dietro. Tu vicino al finestrino, le spalle al conducente, io accanto a te, e la Giulia di fronte. Lei parla, parla, parla... e io, fra le tue braccia, non la ascolto, ti osservo, ti accarezzo, cerco le tue labbra, però solo per un bacio casto. Non voglio certo che tu ti metta problemi. E invece qualcosa nella tua reazione al mio gesto è inaspettato, non mi lasci più andare via, le tue labbra accolgono le mie e deliziano il mio gusto. Shock, brividi, beatitudine che si diffonde in tutto il corpo: ti sto baciando! Il tuo sapore che prende il controllo del mio gusto. E poi di nuovo, e di nuovo…
Perdiamo la fermata, ma che importanza ha? Scendiamo, e ci facciamo un pezzo di strada a piedi, sbagliamo direzione, la Giulia cerca di orientarsi, ed io penso solo a te… E poi il resto del pomeriggio.

Amore, mi manchi. Ci sono momenti in cui mi sembra sia trascorsa un’eternità da quando ci siamo salutati alla stazione con quel bacio interrotto dall’annuncio che il tuo treno stava partendo. Eppure ricordo tutto quanto nei minimi dettagli. Il rivivere quelle quattro ore è il mio passatempo preferito per trascorrere le ore scolastiche. Ti amo e non posso più fare a meno di te.


Ed oggi è un mese che stiamo insieme.
Un mese di vita del mio Amore Sovversivo.

Monday, 11 December 2006

Chilled to the Morrow

Sto cercando di sembrare calmo, ma in realtà, come recita il titolo dello sproloquio (che è una frase di The Other Half (Of Me) dei Within Temptation), sono ghiacciato sino al midollo.
Ok, dannazione, sono pronto per questo diavolo di esame. Domani farò quattro delle cinque parti, ovvero Reading (comprensione scritta), Writing (produzione scritta), Use of English (grammatica e lingua) e Listening (comprensione orale). La Speaking (produzione orale) sarà venerdì.
Per quanto riguarda Reading, Listening e Writing, le faccio pressoché perfette. Nella Speaking me la cavo egualmente bene. Forse, se non presto sufficiente attenzione potrei toppare qua e là nello Use of English, ma non credo tanto da comprometterne il risultato, considerando anche che se faccio le altre quattro parti bene e quella non molto bene passo comunque perché si fa la media totale.
Eppure non riesco a non sentirmi il cuore stretto in una morsa e le dita di ghiaccio. Sto cercando di distrarmi sperimentando la creazione di un nuovo puntatore per il mouse
, sebbene sia abbastanza soddisfatto anche della mia preda attuale. Però la cosa non mi aiuta minimamente... Sono teso e infreddolito, e non ho nessun abbraccio in cui abbandonarmi, non ho labbra che mi consolino, non ho alcun respiro che mi tiene caldo, e non posso che accontentarmi del Suo sostegno morale a distanza. Il che è già moltissimo, anzi, è più che sufficiente... Perché starei scantonando in ogni caso, anche se M. fosse qui, quindi potrebbe fare ben poco. Amore, mi basta sapere che mi pensi e mi sostieni da lì (se poi mi casti anche un incantesimo di buona fortuna, io non lo respingo mica, eh?).
Fra l’altro, mi si pretende pure che stacchi presto, quindi non ho molto tempo a disposizione… Non so quanto riuscirò a dormire bene, però farò almeno un tentativo…
Ri-auguratemi buona fortuna!


Aggiunta delle 22:30 circa:

Diciamo che sono riuscito a far passare quasi tutta la tensione: mi è bastato fare uno squillo e mandare un messaggio a M. per tranquillizzarmi. Ora mi sento più sicuro sulla mia riuscita… In qualche modo il Suo amore ha un effetto molto benefico su di me.

Grazie anche per questo. Ti amo sempre di più, ogni giorno che passa, e ogni momento lontano da te non farà altro che rendere più dolce quello in cui potrò assaporare nuovamente le tue labbra.
Buonanotte, amore!

Quando una settimana inizia bene

Non per spaventarvi, ma oggi sono di ottimo umore!
A cosa è dovuta questa rarità? Ma semplicemente al fatto che un qualche pezzo della caldaia di scuola ha reso l’anima e ha mandato a donzelle l’intero impianto di riscaldamento. Ne consegue che, fino a quando non lo sostituiranno (e trattasi di diversi giorni), si entrerà alla terza ora. Ergo, ogni mattina avrò due ore di sonno bonus più la gioia di non vedere la mia “adovata” di chimica sino a data da destinarsi e saltare la lezione del mio “adovatissimo” di ginnastica di mercoledì. Se poi la cosa si protrae fino ad almeno la fine della settimana, mi perderò anche un totale di quattro ore dell’altro “adovato”, ovvero latino&italiano.

In realtà, però, per domani non mi cambia nulla, poiché mi sarei comunque dovuto assentare da scuola per andare a Sassari e dare l’esame del First. Se tutto va come deve andare, mi leverò il viaggio pomeridiano di lunedì, e me ne resteranno solo due.
Auguratemi buona fortuna!!

Sunday, 10 December 2006

My Memories keep You near...

Chi sa dirmi precisamente come dovrebbe fatta essere una buona giornata?
Perché io non me lo ricordo mica.


Di certo non è stata buona la maggior parte del 10 novembre, ovvero un mese fa. Poi è arrivata una notizia che mi ha letteralmente fatto balzare il cuore fuori dal petto. Poi il discorso “Ma mi sbaglio o no…?”, e la certezza di essere innamorato di M. mista alla speranza di aver capito bene, di essere ricambiato. E la mia 
risposta, forse un po’ a bruciapelo.

Questi ricordi sono gli unici pensieri a cui mi posso aggrappare per continuare a sopravvivere.

Ti amo
.



Ah, P.S. per tutti: siccome ho bisogno di distrarmi un po’ dai miei casini, ho pensato di farmi prendere un po’ dall’atmosfera natalizia e no messo una canzone intonata con il periodo sul Santuario. Se v’interessa saperlo, è Gothic X-Mas dei Within Temptation. Ho messo pure il testo scorrevole sotto.
Missing
si prende un mesetto di vacanza, però la lascio, così la potrete sempre sentire.
Enjoy!

Friday, 8 December 2006

My Immortal: grazie, Amy.

Sono passati 10 mesi dall’ultima volta che ho pianto. Non sono del tutto sicuro, ma dovrebbero essere più o meno esatti oggi, l’8. E oggi, dopo tanto tempo, ci sono finalmente riuscito di nuovo.

In realtà, la causa occasionale è stata estremamente banale: non mi si accendeva una delle ghirlande di luicine dell’albero in allestimento. Obiezione: Io non sono cristiano, perché lo faccio comunque? Avevo intenzione di postare a riguardo, ma è successa questa cosa più importante e ho lasciato perdere. Di conseguenza, riassumo: essendo l’Albero della Prosperità nato come rito pagano, ovvero appendere frutti all’abete come buon augurio per un inverno prospero, lo faccio in quest’ottica.
Comunque, il fatto che le lucine si fossero fulminate ha avuto un ruolo piuttosto marginale. In realtà si è trattato di una catarsi da tutta la tensione che ho accumulato questo periodo.
A venire in mio soccorso e sciogliere il mio blocco è stata, neanche a dirlo, Amy Lee. Sì, ancora una volta Lei. Ricordo nitidamente che un anno fa, mentre facevo l’albero, ascoltavo Oceanborn dei Nightwish. Quest’anno, invece, ho voluto sperimentare la combo Origin-Fallen-The Open Door degli Evanescence. Inizialmente canticchiavo con allegria, ma poi la Mater ha iniziato ad entrare sempre più di frequente in salotto, avvelenandomi il pomeriggio. Poi, intorno alle quattro, raggiungo il punto di rottura con la storia della ghirlanda mentre l’hi-fi spandeva le note di My Immortal (Band Version), ovvero la bonus track della mia edizione di Fallen. In buona sostanza, diciamo che questa è stata la causa occasionale che ha tirato fuori tutto lo stress di questo periodo (di cui mi sono lagnato nel post precedente), che è stato poi canalizzato in pianto dalle note del piano di Amy, degli archi di sottofondo e dalla sua voce. E’ stata una cosa improvvisa: il campo visivo a iniziato a sfumare nei suoi bordi… Sono riuscito ad aggrapparmi a quella sensazione che stava già fuggendo, concentrandomi sulla canzone, e presto l’intero campo visivo è stato offuscato. E poi le lacrime. E dopo i singhiozzi.
E adesso sto bene e mi sento leggero come non accadeva da tempo.

Comunque, mi sembra doveroso un omaggio ad Amy, per ringraziarla di avermi aiutato a sfogarmi un po’. Quindi, riporto di seguito il post della canzone che mi è stata tanto catartica.


My Immortal

My Immortal – Evanescence

I’m so tired of being here
Suppressed by all my childish fears.
And if you have to leave
I wish that you would just leave:
Your presence still lingers here,
And it won’t leave me alone.

These wounds won’t seem to heal,
This pain is just too real,
There’s just too much that time cannot erase.

When you cried I’d wipe away all of your tears,
When you’d scream I’d fight away all of your fears,
I held your hand through all of these years,
But you still have all of me.

You used to captivate me
By your resonating light,
Now I’m bound by the life you left behind.
Your face it haunts
My once pleasant dreams.
Your voice it chased away
All the sanity in me.

These wounds won’t seem to heal,
This pain is just too real,
There’s just too much that time cannot erase.

When you cried I’d wipe away all of your tears,
When you’d scream I’d fight away all of your fears,
I held your hand through all of these years,
But you still have all of me.

I’ve tried so hard to tell myself that you’re gone,
But though you’re still with me
I’ve been alone all along.

When you cried I’d wipe away all of your tears,
When you’d scream I’d fight away all of your fears,
I held your hand through all of these years,
But you still have all of me.

Morality Plays



Io, Henry, e tu, Dorian.
Ti va di giocare…?



Tanto lo so che posso vincere:
Riuscirò a corrompere la tua anima
Ed incoronarla con una Ghirlanda di Narcisi.


Riflessioni su Away From Me

Oggi non è stata proprio quella che può essere definita una bella giornata…

No, in realtà non è corretto dire che è oggi, la pessima giornata. È il periodo che è pessimo, tutto, nel suo complesso. Da una parte c’è la scuola, le levatacce per fare colazione e arrivare in tempo, dovendomi fare una ventina di minuti di strada a piedi ogni santa mattina, i professori che pretendono rispetto senza volerne dare in cambio. I voti, le borse di studio, le materie, i compiti… Tutto mi sta diventando indigesto.
Finisce la scuola, torno a casa e trovo la Mater con il suo fottutissimo piede operato (lo so, bonjour finesse), che non fa altro che lagnarsi sul fatto che non la calcolo abbastanza e che talvolta mi rifiuto di darle una mano in casa. Forse la Signora non si rende conto che è già un impegno gravoso sopportarla. Povera donna, non gliene faccio una colpa, non è colpa sua se ha il piede tutto a dolori, ma è oggettivamente pesante sostenere le sue lamentele e le continue chiamate.
Abbiamo infine la mia semi-pendolarità, il fatto che un pomeriggio sì e un pomeriggio no devo inscatolarmi su un pullman ed andare a Sassari per il corso d’inglese per il First e l’Advanced. È pesante doversi fare un’ora di viaggio perché l’itinerario del pullman è una delle più grosse troiate che la storia moderna ricordi. Presa singolarmente, ognuna di queste cose può sembrare innocua, ma quando formano la Trinità Riunita, l’unico motivo che mi trattiene dal fare una strage è l’amore di M.

In effetti, in questo periodo sto ascoltando molto sovente Away From Me degli Evanescence, la canzone di cui ho precedentemente postato il testo. Perché in questo momento ricalca pari pari la mia vita. Tutto intorno a me mi disgusta. Le cose che ho creato, quelle che ho ottenuto, sembrano perdere ogni importanza.
Sto perdendo il mio narcisismo. Non che stia smettendo di amarmi, semplicemente ho perso ogni voglia di prendermi cura di me. Così i miei capelli sono perennemente scomposti, la barba non fatta, i vestiti, soprattutto in casa, trasandati e l’acne lasciata ad imperversare. Restando qui, perso e solo nell’ombra, non ho motivo di curare il mio aspetto. E tutto ciò che posso fare è protendermi verso qualcosa di più e desiderare di perdermi in Te, e che tu venga a portarmi via da qui, dall’orrore di ciò che sto diventando marcendo in questo fetido buco.

Portami via da qui!

Thursday, 7 December 2006

Away From Me

I hold my breath as this life starts to take its toll.
I hide behind a smile as this perfect plan unfolds.
But oh, Goth, I feel I’ve been lied

To lost all faith in the things that I’ve achieved, and I

I’ve woken now to find myself
In the shadows of all I have created.
I’m longing to be lost in You
Away from this place I’ve made
Just take me away from me.

Crawling through this world as disease flows through my veins
I’m looking into myself, but my own heart has been changed.
I can’t go on like this,
I loathe all I’ve become.

I’ve woken now to find myself
In the shadows of all I have created.
I’m longing to be lost in You
Away from this place I’ve made
Just take me away from me.

Lost in a dying world I reach for something more.
I have grown so weary of this lie I live...


I’ve woken now to find myself
In the shadows of all I have created.
I’m longing to be lost in You…

I’ve woken now to find myself
I’m lost in the shadows on my own.
I’m longing to be lost in You,
Away from me.

[ Evanescence ]

Saturday, 2 December 2006

È Natale, si può fare di più!

Accidenti, siamo già a dicembre… Manca poco al Natale! (…sottinteso, per chi ci crede).
Le città si coprono di lucine colorate, le vetrine dei negozi di ghirlande e neve finta, ed inizia la corsa a cercare un regalo per gli amici… Il solito periodo natalizio, in buona sostanza. Il quale offre ottimi spunti di riflessione.
Non volendomi soffermare sul solito discorso riguardo l’ipocrisia che, spesso, diventa vera e propria arte recitativa e come tale va apprezzata, mi voglio piuttosto lagnare sulla… boh, mi voglio lagnare perché sono in calo di zuccheri e mi è venuto il malumore.

Parlando di calo di zuccheri e Natale cosa può venire in mente? Il panettone! Con la stupida, idiota pubblicità della Bauli, quella con il bambino che regala pezzi di panettone a destra e a manca cantando “È Natale, è Natale, si può fare di piùùùù!”.
Personalmente quella pubblicità mi da ai nervi. In primo luogo, per il fatto che il bambino elargisce il dolce solo perché poi si aspetta una lauta ricompensa (e si imbroncia pure quando essa tarda ad arrivare), ma soprattutto per la frase “Il panettone Bauli è buono, proprio come te”. Ora, se quel panettone fosse buono come me, la Bauli avrebbe già dichiarato il fallimento. D’accordo, magari non provocherebbe una morte da intossicazione alimentare in seguito ad atroci sofferenze intestinali, ma risulterebbe quantomeno indigesto. Questo dimostra chiaramente come la pubblicità ci prenda per una massa di deficienti che, nella loro infantilità, credono ancora che tutti siano buoni. Ma dove? Ma quando? Ma si sono accorti di come gira il mondo? Mah…
Ad ogni modo io la trovo altamente diseducativa: da una parte, presenta una visione del mondo troppo illusoria ed ottimistica, mentre dall’altra insegna ad agire sempre per il proprio tornaconto, mascherando la cosa come “altruismo”. Ora, nulla contro l’egoismo, anzi, io sono il primo ad agire sempre in cerca di un qualche vantaggio, ma almeno lo ammetto candidamente senza problemi.

Se poi parliamo di prodotti alimentari e pubblicità odiose, allora non posso fare a meno di lanciarmi in un’invettiva contro la Mulino Bianco. Tutte le pubblicità dei prodotti Mulino Bianco mi fanno venir voglia di prendere il televisore a mazzate. Ma chi cavolo le fa, Ratzinger?
Porca miseria, ma non se ne sono accorti che ormai la famiglia tipo non è più quella che presentano loro? Che non esiste più solo lo schema standard “Papino-lavoratore-mammina-casalinga-due-figli-di-cui-un-maschietto-e-una-femminuccia” ma, al contrario, questa è ormai una minoranza?
Personalmente, la Mulino Bianco mi sembra davvero in mano alla Chiesa cattolica: è una continua ostentazione della famiglia stilizzata “di un tempo”, senza un minimo di volontà di aggiornamento, ed il fatto che questo modulo si ripeta per ogni prodotto equivale ad un’implicita accusa nei confronti dei nuclei familiari di diverso tipo: per come la vedo io, ignorano volutamente il mondo delle madri lavoratrici, delle donne separate con figli, delle coppie di fatto, di quelle dello stesso sesso, e tacendo queste realtà pongono un solo modello da seguire, etichettando silenziosamente come “sbagliati” gli altri. È semplicemente anacronistico.
Per non parlare della stupidità degli spot in sé. Tralasciando la musica del Gladiatore che trovo estremamente irritante, prendiamo ad esempio il Gran Cereale: piove, e la tipa mangia i biscotti dentro casa. Ad un certo punto le cade un cereale intero dal biscotto e lei, molto intelligentemente, lo raccoglie, lo interra in un vaso e lo mette fuori sotto la pioggia. Ma ragazza mia! Ma un cereale cotto non germoglia nemmeno se sta scendendo il Diluvio Universale!

Ed ora che mi sono sfogato un po’, vado a pranzo, così mi passa il calo di zuccheri e mi torna il buonumore… spero…

Friday, 1 December 2006

Retrospettiva

Non so dirvi se sono ammattito o solo annoiato, comunque ho riletto tutti i post che sono stati fatti sul Santuario, dal primo all’ultimo (e sto anche correggendo orrori che prima non avevo notato...). Sono cambiate un sacco di cose  da allora, ed in parte lo devo anche al Santuario.
Nel primo post, che risale esattamente ad un mese prima del giorno più bello della mia vita, scrissi: “Spero che questo blog mi porti in qualche modo fortuna”. Accidenti, se me ne ha portata! È tramite il Santuario che ho conosciuto il mio amore!

Ho anche notato l’evolversi delle mie ossessioni e del mio innamoramento. Partendo da D., passando per l’incontro con M.
Ho rivissuto il mio sogno del bosco, quello con Nicole Kidman, che ha avuto, a quanto sembra, un’incidenza piuttosto importante sugli avvenimenti successivi.
Ho scorto dei riverberi di un flirt che avevo avviato molto incautamente e che non ha dato frutti, forse “fortunatamente”.
Sono tornato con la mente al giorno in cui ho detto tutto a D., all’incertezza, al sollievo di non temere di perdere un’amicizia fantastica che ha contribuito a farmi conoscere M... E la preoccupazione che ancora mi attanaglia per il fatto di non riuscire a piangere (ieri, all’ora di disegno, un paio di canzoni mi ci hanno di nuovo portato vicino, ma di nuovo niente).
E poi, il modo in cui lentamente, al pensiero esclusivo di D. si aggiungeva quello d M., molto discretamente all’inizio, per poi diventare sempre più potente. Credo di essere stato innamorato di both of them, per un certo periodo. Cose che a me capitavano regolarmente. E poi…
Venerdì 10 novembre. La giornata era stata orrenda: mamma che era andata a Civitavecchia a farsi operare e quello che poi avrei probabilmente rimpianto come uno dei più enormi sbagli della mia vita che era sfumato. Di umore pessimo a causa di un pomeriggio insulso, ho iniziato a sfogarmi nel Santuario. Non mi era mai capitato di postare tre volte di seguito, ma quel giorno, tre settimane fa esatte ad oggi, è stato molto particolare... I primi due post erano di puro sfogo, e poi… Una persona che mi saluta su MSN, dicendomi di leggere il suo blog solo dopo la sua disconnessione. Un post che mi lascia, inizialmente, di sasso, e che poi inizia a scaldarmi il cuore. Ed il panico, il panico di aver interpretato male, il desiderio disperato di essere io il destinatario di quel post. E poi il bisogno di far sapere a quella persona, M., che sarei stato a Milano pochi giorni dopo. Ed M. che mi riporta in vita.
Ed ecco poi la gita a Milano, l’incontro con Amy, il principio della mia felicita che viaggiava sulle labbra di M., il catastrofico rientro ad Alghero che non mi ha ucciso grazie al suo amore.
Ed ora, Dorian Gray che occupa la mia mente. In quel testo riconosco uno ad uno tutti i miei pensieri, le mie credenze, le mie verità, cesellate e rese sublimi. Mi ha ricordato le ragioni del mio essere come sono e mi ha fatto fremere di un nuovo amore per Me Stesso. L’unico effetto collaterale potrebbe essere che non troverò mai più un libro tanto interessante.

E questo è quanto. Non so, oggi ero in vena di tirare le somme sul blog, e fra un mese dovrò tirare le somme su un intero anno. Ma di questo non anticipo nulla.