Sunday, 31 August 2008

Partenza

Post stringato stringato perché sono talmente agitato da non essere nemmeno prolisso.

Fra circa un’ora dovrò uscire di casa per iniziare il viaggio di quasi ventiquattr’ore che mi porterà incontro al mio futuro a Trieste. Stasera prenderò il traghetto per Genova, domani il treno (i treni, per l'esattezza: farò due cambi). Martedì avrò l’esame d’ammissione, mentre mercoledì mi occuperò delle scartoffie per ottenere la borsa di studi e l’alloggio.
Ripartirò giovedì e sarò a casa Venerdì.

Aspettatevi un post con le mi avventure in terra Slovena.
E auguratemi buona fortuna.

Friday, 29 August 2008

Riporto delle annotazioni della notte scorsa:

Mille minuti al mese e cento sms al giorno: 6 € al mese, con Vodafone.
Minuti e messaggi gratis verso il tuo numero preferiti (inutilizzati da secoli, ormai):  2 € la settimana, con Vodafone.
Un’ora, quarantacinque minuti e trentotto secondi di telefonata con Bina non hanno prezzo.


Perché? Perché possono fare miracoli.
Centocinque minuti dei quali almeno una cinquantina passati fra lacrime e singhiozzi, e gli altri a cazzeggiare e ridere un po’.
Tutto sommato, è bello addormentarsi per una volta con tanto spazio nei polmoni, non riuscire quasi a riempirli con un respiro per la capienza che rivelano. Ed è bello arrivare a ciò ridendo e scherzando. Tipo io che mi lamento di quanto mi senta un sedicenne depresso e:
“Bina, mi prenderei a calci, sembro un emo!”
“Ma è bellissimo, Fratellì! Fatti anche il taglio!”
“Il taglio di capelli o di polso…?”
“…”
Quelle piccole battute, insomma, che mettono di buonumore.

Magari la prossima volta è meglio se non dimentico di avere amici. Magari è meglio se evito di fare il sedicenne (sc)emo e rinchiudermi in me stesso a marcire in quanto sto male. Nonostante l’enorme ricorrenza anagrafica di questa dannata storia, fra nomi, iniziali, sillabe, e di tutto e di più. Magari posso far andare bene le cose a modo mio.

Thursday, 28 August 2008

Bah

Gente che va, gente che viene, gente che non se ne resta bloccata, e così chiunque è tranquillamente in grado di entrare ed uscire dalla mia vita come più gli fa comodo e guastarmi l’umore.


Fine della bella giornata, se non si era capito.

Tuesday, 26 August 2008

Obiettivi

Nella vita è necessario porsi degli obiettivi, per non bloccarsi ad un certo livello e continuare ad andare avanti.

• Obiettivo n°1: Passare il benedetto test d’ammissione all’università. Oggi la vedo dura. Ma sono anche in un momento di autostima oscillante (no, non sono tornato a quando avevo sedici anni, sono tornato a dodici), per cui è normale che veda tutto nero, a momenti. I risultati delle prove con quelli degli anni scorsi non fanno proprio schifo, dai.

• Obiettivo n°2: Tornare a cinquanta chili. È il minimo che posso permettermi. E su questo mi devo imporre.

Naturalmente, l’obiettivo immediato è il test. Non voglio preoccuparmi del mio peso che diminuisce (mentre la trasparenza aumenta) quando ho qualcosa di molto più fondamentale per la testa. Con tre chili in meno si può vivere, senza laurea no.
Dopo di che, mi occuperò di recuperare un po’ di peso. E quando sarò tornato a cinquanta, punterò ai cinquantacinque, ma a questo non penso ancora, è troppo presto. È utopia.

Dai, una cosa alla volta, e ce la possiamo fare.



Ps:
[ Squilla il telefono stile tg1 ]

Dalla regia mi informano che è il mio onomastico.
Beh, tanti auguri a me, anche se sono il primo a non crederci.

Sunday, 24 August 2008

Zappa sui piedi again





Magari sarebbe stato meglio non dar fondo a tutta la mia superficialità, ignoranza, arroganza, preconcettualità, stupidità e pretenziosità in una volta.
Magari proprio no.



Lo scazzo continua

Sì, lo confermo: ieri notte ero un tantino preso male. Per questo mi sono sfogato con quattro post di fila sul blog.
Oggi sono preso meglio. Ma non tanto.

In primo luogo, non mi sento più il collo perché ieri pomeriggio, al concerto di una band locale a cui sono andato come favore ad un amico, mi sono dato all’headbanging senza alcun tipo di preparazione fisica, col risultato che ora ho più acido lattico che carn… ahem, più acido lattico che ossa dalla nuca in giù.
In secondo luogo, la signora (beh, signorina, a 75 anni) Zia mi ha scartavetrato le palle sin dal risveglio (coinciso col pranzo) per il fatto che sono troppo magro. Ora, essendo sceso a 47 chili (per, lo ricordiamo, 180 centimetri), non è che possa darle tutti i torti, ma cosa posso farci se più di tot non riesco ad infilarci, nello stomaco? Non è mica la tasca quadridimensionale di Doraemon.
In terzo luogo, finito di leggere ciò che stavo leggendo, non ho un’emerita cippa da fare. Potrei rileggerlo, ma a) è lungo, e b) è virtuale e non cartaceo. Se fosse stato lungo ma cartaceo, in modo da poterlo leggere nei momenti morti senza piccì, sarebbe stato un altro conto, ma dato che i momenti morti con il piccì ce li ho solo qui a casa del signor padre (?), come ampiamente dimostrato dal fatto che a casa la lettura andava non a rilento, ma di più, è perfettamente inutile che mi metta a rileggerlo ora. Non ne avrei il tempo.
In quarto luogo, il test d’ammissione incombe e io non ho affatto voglia di pensarci. Non perché mi faccia paura un test d’inglese, ma perché qualsiasi cosa più o meno remotamente connessa al futuro rappresenta un problema che non voglio pormi. Fosse per me, farei benissimo a meno di una laurea. Fosse per me, mi basterebbe avere un mucchio di soldi da spendere nel mio intrattenimento per quanto tempo possibile, dopo di che saluti e baci. Anche se non dovessero durare altri diciannove anni e due mesi e spiccioli (sì, siamo tornati al piano A), chissenefrega, non è un decennio in più che mi cambia la vita, dato che me la sono goduta. Ma dato che questa parte rientra nel verbo “sogna”, la laurea mi serve, e parto già senza un minimo di voglia. Mah, se dopo cinque anni di impegno non-più-dello-strettamente-necessario sono uscito con quasi il massimo (perché sì, se mi fossi davvero sforzato sarei uscito con cento e fottuta lode, dal liceo), la laurea non dovrebbe certo rappresentare un problema: dato che ho tanto tempo a disposizione e pochi soldi per impiegarlo in modi a me congeniali, alla fine credo che mi darò allo studio, pur di ovviare alla noia.
In quinto luogo, a ben vedere, la mia scelta dell’indirizzo di studi l’ho fatta con un criterio tutt’altro che incoraggiante, ovvero per esclusione. Dato che sono pessimo in tutto il resto ad eccezione dei campi senza speranza (ovvero quelli artistici, perché lì si può essere bravi quanto si vuole, ma non danno da mangiare), ho ripiegato sull’unica cosa alla quale non facessi schifo, ovvero le lingue. Mah, altri cinque anni di vitto garantito con la scusa degli studi ce l’ho, per cui posso continuare a sopravvivere senza eccessivi sforzi fino ad allora, poi si vedrà.
In sesto luogo, sì, sono tornato ad essere il sedicenne depresso che scriveva in piena fase di crisi esistenziale nel 2006 (ok, ne avevo già diciassette, quando ho aperto il Santuario, ma non cambia), e la cosa mi irrita da morire. È come se non solo non ci fosse stato quest’ultimo anno, ma nemmeno il precedente. Mi sento tanto bambino in questi ultimi giorni, e la cosa mi urta da morire. Sono infantile, e scrivo cose di nessuna importanza per il gusto di sfogarmi, ed è una colossale idiozia. Una meraviglia, eh?

Disordini mentali

Ahah! Un test sui disordini mentali pescato sul blog di Frikka (non ho voglia di linkarlo, è Pluvius Aestivus nella colonna di destra). Ecco i miei risultati:


Disorder Rating
Paranoid: Very High
Schizoid: High
Schizotypal: High
Antisocial: High
Borderline: Moderate
Histrionic: Very High
Narcissistic: Very High
Avoidant: High
Dependent: High
Obsessive-Compulsive: High

-- Personality Disorder Test --

--
Personality Disorder Information --



C’era qualcuno che aveva dubbi sul fatto che il mio narcisismo fosse patologico?


Narcissistic personality disorder is characterized by self-centeredness. Like histrionic disorder, people with this disorder seek attention and praise. They exaggerate their achievements, expecting others to recognize them as being superior. They tend to be choosy about picking friends, since they believe that not just anyone is worthy of being their friend. Narcissists tend to make good first impressions, yet have difficulty maintaining long-lasting relationships. They are generally uninterested in the feelings of others and may take advantage of them.

• Requires excessive praise and admiration.
• Takes advantage of others.
• Grandiose sense of self-importance.
• Lack of empathy.
• Lying, to self and others.
• Obsessed with fantasies of fame, power, or beauty.


Ahahah! Vi ricorda qualcuno? Ahahahahah!
Non c’è nulla di buono da salvare in me.

05:55 del mattino





Ok, mi sta venendo un attacco di dislessia. Ovvero, inizia a venirmi sonno. Il che significa che fra un po’ sarò in grado di andare a letto senza contorcermi fra le lenzuola per il dolore prima di prendere sonno.





2:26 di notte

Si parla di succhi di frutta con Vanessa.

Lei preferisce quello all’albicocca, che sinceramente non è affatto fra i miei preferiti.
Io amo quello ai frutti di bosco della Skipper, altrimenti la banana o la mela dell’Auchan.


Quello alla pera, che da piccolo, quando esistevano solo albicocca, pesca e pera, era il mio preferito, a lei non piace perché è grumoso.
Non le piace nemmeno quello al pomodoro.
Il problema degli aerei è che hanno solo due alternative: o arancia, o ananas. A questo punto, dato che in arancia ci spremono anche la buccia e quindi risulta amaro da far schifo, tanto meglio ananas, no?
L’ace è troppo inflazionato: prima era una novità, ora lo trovi dappertutto.

Sull’altra finestra, si parla molto più seriamente, e schiettamente, con Helly.
Di contratti a termine e a tempo indeterminato, se si coglie la metafora.
Di recisione prematura del contratto, e del modo migliore per farlo, dei pro e contro, di quante persone verrebbero coinvolte, dei motivi del licenziamento, della pensione che arriva troppo tardi, della pausa sigaretta, di tempestività o meno della presentazione di domanda di recisione contratto…

Ho solo bisogno di prendere sonno, il resto verrà da sé. Quando sarò arrivato al punto di essere così esausto che le mie palpebre imploreranno pietà e ci sarà il cento percento delle possibilità che, appena adagiata la testa sul cuscino, prenderò sonno, allora si potrà parlare di staccare il pc e andare a dormire.

Friday, 22 August 2008

Punizioni creative

Inizio a ritenere seriamente che il fatto apparentemente casuale che ogni settimana finisco per morsicarmi accidentalmente una qualche parte della bocca mentre mangio sia, in realtà, la trasposizione in atto dell’istinto inconscio e irrefrenabile di tranciarmi di netto la lingua. Perché sono certo che, se realizzassi il desiderio di auto-punirmi per la spropositata ampiezza della mia bocca, che ha provocato dei danni semplicemente incalcolabili, sarei pronto a sacrificare il senso del gusto, la sensazione del bacio e la praticabilità di tutte quella attività sessuali richiedenti la lingua pur di mettermi a tacere per sempre. I vantaggi sarebbero davvero enormi: da una parte, eviterei di darmi ancora delle colossali vangate agli attributi parlando a sproposito, dall’altra potrei rendere più sana la mia dieta con l’introduzione del pesce, dato che non lo vomiterei più solo a sentirne l’odore. I benefici sono innegabili.
Se poi avessi anche la capacità di proiettarmi nel mio corpo astrale, allora lo farei immediatamente, ed inizierei seduta stante a prendermi a mazzate fratturando ogni singolo ossicino del mio corpo. Oppure mi mangerei le mani replicando la scena di Sin City. O insomma, sarei creativo.

Il problema è che nel profondo resto comunque un calcolatore con l’orrore del dolore. Con tutta la buona volontà, con tutto che sono maestro nello scavarmi la fossa da solo, non riesco a pensare seriamente di farmi fisicamente del male. Né tanto meno a punirmi con menomazioni permanenti. So troppo bene di non aver altro valore se non il mio bel viso, per cui è naturale che ci tenga. Cosa farei, senza quello? Particolari talenti non ne ho, se non una certa padronanza della lingua italiana che rende scorrevole ciò che scrivo e una propensione per le lingue straniere; raccomandazioni ancora meno. Per cui, l’unica mia fonte di consolazione non la toccherei mai e poi mai.

Che poi, diamine, calcolatore de che? Ho fatto davvero un ottimo lavoro, in tutto ciò (in senso ironico, ovviamente). La PPP è naufragata prima ancora di iniziare, trascinando negli abissi tutto ciò che cercava di annientare (sì, almeno questa condizione si è avverata) e, prima ancora, una frase buttata lì con l’intento di fare una bella risata assieme ha scatenato la reazione più imprevista e disastrosa. Essenzialmente, quello è il motivo per cui mi sventrerei, o mi reciderei le corde vocali, o la lingua.
Ho tagliato il rampo su cui ero seduto, mi sono dato la zappa sui piedi… qualcuno ha altri sinonimi da suggerirmi?

E nonostante ciò, non riesco a prendermi a mazzate. Porca miseria!

Tuesday, 19 August 2008

Un pastello verde



You Are a Green Crayon

Green crayon

Your world is coloured in harmonious, peaceful, natural colors.

While some may associate green with money, you are one of the least materialistic people around.

Comfort is important to you. You like to feel as relaxed as possible – and you try to make others feel at ease.

You’re very happy with who you are, and it certainly shows!

Grazie a Veronica per il test.

Il giorno dopo ieri


Today is the day after yesterday,
And yesterday didn’t go so well.
My love came down and assured me,
“Sit down, I have something to tell.

“When I met you my eyes hurt:
That is how beautiful you are.
I don’t suppose I could feel this way
If I’d still have you by my side,
By my side.”

I did not anticipate your candor
Even though I didn’t know you too well.
They say, one door closed, another door open,
But this door is leading me straight to hell.

When I met you my eyes hurt:
That is how beautiful you are.
I don’t suppose I could feel this way
If I’d still have you by my side,
By my side.

I’m just broken up,
I’m caving in:
This is how tired I am.
I don’t suppose I could feel all this way.


[ Agua de Annique ]

Sunday, 17 August 2008

Vividarium Interviglium Viator

Final Fantasy VIII: Vividarium Interviglium Viator

Stasera l’eclisse di Luna è stata molto particolare, durante gli attimi che le ho dedicato. Non completa, con una piccola falce di Luna che risplendeva curvata verso il basso poco più in alto dell’ombra. Poi, questa è scomparsa, ha lasciato dietro di sé un disco perfetto e pallidissimo, che illumina la Terra con delicatezza.
Il cielo sopra Alghero è sereno, ad eccezione di qualche nuvola proprio intorno alla Luna. Una pallida luminescenza diffusa fatta apposta per appesantire il cuore e far pulsare il petto.

Non ho molto da fare. Solo da deglutire.
Ridendo e scherzando, si è fatto il diciassette di agosto.
Sembra sia passato un secolo, piuttosto che un mese, dal giorno in cui sono partito per Londra.
Sembra una vita fa che mi apprestavo a dare gli esami e avevo terminato la tesina, con la sua bella copertina, l’indice degli argomenti, le didascalie sotto le foto, la dedica all’inizio.
Sembra che ogni cosa ricorra in questa data. Fatti terribili che accadono trecentosessantacinque giorni dopo fatti dolorosi, date che si mescolano, numeri che ossessionano.

Il dormiveglia è generoso nel promettere, ma avaro nel tener fede alla parola data.
E fu così che Lavinia perse la strada ed infine morì.

Friday, 8 August 2008

Rollercoaster

Outrun the fight,
I used to hide
In quiet places.

I’ll rephrase my cry,
For I would keep on wandering
The rest of my life.
You’re all moving too fast,
My biggest fear is
That we’ll never ever last.


I know it’s not that easy,
Let’s hit the brakes.


Don’t take no time
Unless there’s a crime
To be committed.
I guess we lost our faith
While we stand and wait,
Until nothing ever happen.


Questa canzone, Rollercoaster dei The Gathering, mi mette sempre addosso un velo di malinconia. La amo, la adoro, ma mi rattrista.
È la mia occasione perduta, il mio rimpianto. Avrei potuto fare una bellissima fotografia a Mirabilandia ispirata ad essa, ma non l’ho fatta. Per paura d’espormi, probabilmente. C’era tutto: il mood, il cielo, lo sfondo… mandava quel tantino d’incoraggiamento esterno che accendesse la mia determinazione a portarla a termine.


Ho due ricordi legati a questa canzone. Mirabilandia, appunto, in gita scolastica, che era il giorno immediatamente prima Ferrara.

Via Einaudi
, il posto in cui c’era stato l’incidente d’auto che avevo visto con Fede la sera del primo scritto della maturità, nella quale sono ripassato la sera dopo il saggio di canto e l’orale.


For I will keep on wandering
The rest of my life…
…until nothing ever happen.

Tuesday, 5 August 2008

PPP - Prove generali

Dottor Tomoe IS SPOILER-FREE ◊ Sono Emo: ho pianto vedendo Mulèn Rùg scrive:
meno male che non l'ho vista scorazzare mentre ero a Camden: se da ubriaca mi avesse rovinato la camicia nuova le avrei dato io il colpo di grazia.

C
ød { Berenike } · [http://ContessaNera.deviantart.com] scrive:
o.o
Amy non si tocca!

Dottor Tomoe IS SPOILER-FREE ◊ Sono Emo: ho pianto vedendo Mulèn Rùg scrive:
stiamo parlando della Camicia-Lestat
cioè
vuoi mettere Amy Winehouse con la Camicia-Lestat?

Monday, 4 August 2008

Insoddisfazione

Crawling through this world as disease flows through my veins.
I’m looking into myself, but my own heart has been changed.

My Heart Has Changed by *GothicNarcissus
I can’t go on like this, I loathe all I’ve become.


Come narra la nostra Veronica in Old English Text MT viola:
Il nostro protagonista, chiamiamolo con un nome di fantasia… Alessandro, per dire, siede davanti al suo pc portatile.
Ecco che all’improvviso c’è un’apparizione, come la Madonna ma senza profezie.
Alessandro si sorprende, guarda verso il soffitto, con aria rassegnata fa: “Cosa stai cercando di dirmi?”
Ed una voce scaturisce dall’alto, una bella voce di basso: “Be’, fai tu… Io più che mandarti i segni non posso fare.”
Alessandro abbassa il capo e lo scuote: “Sei un incorreggibile vecchio volpone, mio caro Destino…”

Mah, i film oggi sono stati una vera manna dal cielo: mi concentro sulla trama e buona notte al secchio. È un po’ come cantano i The Gathering in Confusion: sometimes, it is better to lay, don’t you think?


Lost in a dying world I reach for something more…
I have grown so weary of this lie I live…